la piscina di siloe
Sedersi e riflettere. Sedersi ed esaminare!

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 

Con questa parola Gesù voltandosi parla alla folla numerosa che andava con lui e che desiderava essere sua discepola.

Questa stessa parola oggi raggiunge le nostre orecchie, il nostro cuore, la nostra mente e, forse, ci ferisce profondamente perché rimane incompresa, sia a noi che alla folla che andava con Gesù.

Due sono i motivi per cui questa parola rimane oscura, incompresa. 

Il primo motivo: leggere o ascoltare un brano del Vangelo non tenendo presente tutto il Vangelo, oserei addirittura dire non tenendo presente tutta la sacra Scrittura. 

Secondo motivo: leggere o ascoltare il Vangelo con la sola sapienza umana. Il Vangelo è Parola fatta carne, sapienza divina che raggiunge o tenta di raggiungere il cuore dell’uomo. Allora è necessario invocare dall’alto il dono dello Spirito Santo perché possiamo conoscere il volere di Dio, possiamo immaginare che cosa vuole il Signore. 

Non può essere mio discepolo chi non mi ama più del fratello, della sorella, della moglie, dei figli. 

Ma mentre ascoltiamo questa Parola come non ricordare Gesù che al maestro che gli domandava qual è il comandamento rispondeva: Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze e il prossimo tuo come te stesso. Addirittura Gesù nel Vangelo di Giovanni dice: il prossimo tuo come io amo te. 

Ed ancora mentre ascoltiamo questa Parola come non ricordare quella parabola di Gesù che parla del giudizio finale e dice: ciò che non avete fatto a uno dei piccoli non l’avete fatto a me. Ed infine come non ricordare l’Apostolo quando afferma: chi dice di amare Dio e non ama il fratello è un bugiardo.

Invochiamo la Sapienza allora perché ci dia di comprendere questo linguaggio iperbolico di Gesù. Ed è Gesù stesso che con le parabole che oggi abbiamo ascoltato ci dà delle indicazioni per comprendere questo linguaggio. 

Sedersi e riflettere. Sedersi ed esaminare. Proprio come ha fatto quel re che volendo costruire le torri prima calcola la spesa per vedere se ha i mezzi per portare avanti la costruzione o, ancora, come quel re che si decide di andare in guerra ed esamina l’esercito del nemico per vedere se può andare incontro con i suoi 10.000 soldati ai 20.000 soldati nemico.

Sedersi e riflettere. Sedersi ed esaminare. Cosa vogliamo costruire? Qual è la meta che vogliamo raggiungere? Cosa è importante veramente per noi? Quale nemico vogliamo vincere. 

La folla desiderava essere discepola di Gesù, noi desideriamo essere discepoli di Gesù, andare con lui ed allora dobbiamo amare con la stessa logica di Gesù. 

Non si tratta di amare di più o di meno, non si tratta di quantità ma di qualità. 

Un padre sente forte l’amore del figlio per sé se riconosce nel figlio la sua stessa opera. Un maestro sente forte l’amore del discepolo se riconosce nel discepolo i suoi insegnamenti. E l’opera di Gesù, l’opera  del maestro che la folla desiderava seguire è il servizio all’uomo. Ami di più Gesù? Allora amerai di più il fratello, la sorella e sarai discepolo di Gesù, andrai con lui. 

Rinuncia ai tuoi averi, alle tue certezze, alle tue sicurezze e sarai discepolo di Gesù.

 

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