la piscina di siloe

sforzatevi di entrare per la porta stretta!
Sforzatevi di entrare per la porta stretta
Il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio. Così leggiamo ed abbiamo ascoltato, oggi, dalla lettera agli Ebrei. Corretti perchè figli, corretti, allora, da un Padre, dal Padre che ci riconosce come figli e, anche se, nel momento, la correzione non sembra causa di gioia ma di tristezza, dopo arreca un frutto non solo di pace ma anche di giustizia.
Ed ecco Gesù. È in cammino e insegna per città e villaggi, a persone autorevoli come anche agli uomini e alle donne che incontrava nei villaggi più umili, senza chiedere a quale popolo o gruppo appartenessero. Un messaggio, quello di Gesù, davvero rivolto a tutti, senza lasciare nessuno fuori dall’annuncio di liberazione, di salvezza. La profezia di Isaia ascoltata, oggi, trova compimento: Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
A tutti, oggi, Gesù dice: Sforzatevi di entrare per la porta stretta.
A quel giovane, e a te, che incredulo al compimento della profezia chiede a Gesù: sono pochi quelli che si salvano? Gesù risponde: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
A te, a me, a te giovane o anziano, sposo o sposa, figlio o figlia, convivente o abbandonato, oggi, Gesù dice: sforzatevi di entrare per la porta stretta.
Sono tante le porte oggi presenti nel mondo ed offerte all’uomo ma solo una porta ti permette il passaggio alla salvezza autentica, solo una porta è vera ed è quella stretta.
Prima di comprendere e di conoscere la porta stretta domandiamoci con sincerità se ci interessa ancora il tema della salvezza. Sentiamo ancora il bisogno di essere salvati in un mondo come il nostro in cui tutto verte alla risoluzione delle cose, se non alla loro sostituzione. Fuori della logica consumistica quando una cosa si rompe si ripara, oggi si butta, si sostituisce. Nell’odierna esaltazione dell’apparire, dell’essere sepolcri imbiancati (una delle tante porte oggi offerte e proposte dalla mentalità odierna) pure i segni della cose aggiustate sono diventate intollerabili! Guai a tenere i segni del tempo vissuto, guai alle cicatrice, alle rughe, alle imperfezioni che, tuttavia, ci rendono unici, perchè contribuiscono a fare di noi quello che siamo. Ed ecco la porta dell’estetica, delle creme, delle palestre e di tutto ciò che una certa scienza (che tale non è), tecnica o medicina ti offre come salvezza e fonte di gioia, di eternità.
Ma chiediamoci veramente: vogliamo ancora essere salvati? Da cosa desideriamo essere salvati? Dalle malattie? Dalle preoccupazioni? Dalle difficoltà? Dalle guerre? Dall’ansia per il domani? Dalla paura per la perdita di un nostro caro? Cose tutte che sempre ci sono state e che, di certo, coabiteranno sempre con l’uomo terreno.
No! Desideriamo essere salvati dalla morte ultima e da quando ci fa fare, fin da ora, la sua esperienza: desideriamo essere salvati dal peccato.
Desideriamo essere salvati dal peccato in questo mondo in cui più nulla pare ed è considerato peccato.
Si, desideriamo essere salvati dal peccato e dalla morte ultima e non vivere sentirci dire alla nostra richiesta: Signore, aprici! Non so di dove siete, allontanatevi via da me!
La condanna vera, ultima, la morte definitiva è stare lontano dal padre, dal Figlio, dallo Spirito Santo per sempre. Ed oggi, forse, questa paura non si ha più! Si ha paura di perdere la faccia, di sprecare i soldi, di lasciarsi sfuggire delle soddisfazioni o di raggiungere degli obiettivi ma non si teme di perdere Gesù, di essere allontanati dal grembo del Padre.
Sforzatevi di entrare per la porta stretta.
La porta stretta è una ed è unica ed ha un nome: Gesù Cristo!
È una porta stretta perchè chiede impegno, sforzo, abbandono al Vangelo.
La porta mette in comunicazione due spazi. La porta stretta ti permette di comunicare e vedere l’altro: lotta con audacia per passare dal tuo spazio e dal tuo ego a quello dell’altro.
La porta stretta ti permette di passare da uno spazio ad un’altro: lotta per passare da una vita effimera alla vita piena, lotta per passare dal peccato alla santità.
Per passare la porta stretta devi abbandonare tutto ciò che è inutile, ingombrante, che non ti serve. Lotta per abbandonare tutto ciò che è solo del momento e frutto di un’illusione, di un miraggio.
Per passare la porta stretta devi abbassarti, farti piccolo, inchinarti. Segui l’esempio di colui che per primo ha attraversato la porta stretta: Dio stesso. Dio ha attraversato la porta stretta quando si è inchinato sull’umanità, quando si è incarnato, quando ha volutomfarsi compagno dell’uomo, passare nel tempo e nello spazio vissuto dall’uomo e guardarci non più dall’alto verso il basso ma dal basso verso l’alto, alzando gli occhi: l’ha fatto con Zaccheo, con la donna adultera, con gli Apostoli quando nell’ultima cena ha lavato a tutti, compreso Giuda il traditore, i piedi, lo fa con noi, oggi, quando ci dona la sua misericordia, quando imbandisce il banchetto dell’Agnello.
Sforzatevi di entrare per la porta stretta: vivi il Vangelo ed allora conoscerai e vivrai la salvezza vera quando ascolterai la voce del Padre dirti: Ti conosco, siedi al banchetto che ho preparato per te.
O Padre,
che inviti tutti gli uomini
al banchetto pasquale della vita nuova,
concedi a noi
di crescere nel tuo amore
passando
per la porta stretta della croce,
perché,
uniti al sacrificio del tuo Figlio,
gustiamo il frutto della libertà vera.
- IV DOMENICA T.O. [ANNO A]

- I AVVENTO IL GIORNO È VICINO [ANNO A]

- XXIII T.O. NON PUO’ ESSERE MIO DISCEPOLO [ANNO C]

- XXII T.O. UNA CASA PER IL POVERO, HAI PREPARATO [ANNO C]

- XXI T.O. SFORZATEVI DI ENTRARE PER LA PORTA STRETTA [ANNO C]

- TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE [ANNO C]

- XVIII T.O. SE SIETE RISORTI CON CRISTO! [ANNO C]

- XVII T.O. PADRE NOSTRO. TUTTI FRATELLI! [ANNO C]

- XVI T.O. LA PARTE MIGLIORE [ANNO C]

- XV T.O. CHI È IL MIO PROSSIMO [ANNO C]

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
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