la piscina di siloe

SE SIETE RISORTI CON CRISTO!
Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dov’è Cristo. seduto alla destra di Dio. Rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. È un invito, un’esortazione ai cristiani di Colossi ed oggi alla chiesa tutta da parte dell’apostolo Paolo: cercare e rivolgere il pensiero a ciò che appartiene e vive il cielo: Cristo.
Lottiamo e sforziamoci di abbandonare tutto ciò che, con illusione, ci lega alla terra, ai piaceri mondani che sono effimeri ed ingannatori: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e la cupidigia che è idolatria.
Già il sapiente Qoelet aveva sperimentato ed investigato sulla vanità di tutto ciò che vive sotto il sole: Vanità della vanità, tutto è vanità!
Il sapiente Qoelet addirittura chiama vanità l’opera di chi ha lavorato con sapienza, con scienza, con successo… tutto, anche l’uomo buono, dovrà lasciare a un altro che non vi ha faticato. Nessun profitto per l’uomo dal suo affannarsi, faticare e prendersi cura per tutto ciò che è terreno, solo mondano, che non permette di alzare gli occhi al cielo, di andare oltre il visibile, oltre la vita terrena.
Davvero tutti i giorni sono dolori, arrecano fastidi penosi!
E allora con il salmista cantiamo e preghiamo:
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio!
Saziaci al mattino con il tuo amore
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni!
Sia su di noi la dolcezza del Signore
rende salda per noi l’opera delle nostre mani.
Ed ecco il Vangelo che insegna a contare i giorni della vita che di certo trascorreranno inesorabilmente, anzi non sappiamo quanti essi siano: stolto questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita e quello che hai preparato di chi sarà?
Parola tagliente questa rivolta al contadino della parabola: certamente, a suo modo di pensare, con molti giorni ancora da vivere sotto il sole e con un raccolto abbondante ,e con sapienza terrena e non rivolta al cielo, così pensa, ragiona e agisce: demolirò i miei magazzini e costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni e poi dirò: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni, riposati, mangia, bevi e divertiti.
Quanta cupidigia, quanta immoralità, quanti desideri cattivi: dalla sua vita il contadino ha escluso ogni uomo, donna, bambino, amico. Quanta stoltezza! È vero: ha tanti beni che possono farlo vivere per molti anni ma non sa, perché questo non è dato di saperlo a nessuno, quanti sono i giorni, gli anni della sua vita: questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.
La vita, anche la vita terrena, non può dipendere dai beni accumulati con cupidigia, senza uno sguardo al fratello, al cielo, al Padre buono. Ancora prima della morte basta una malattia, una sofferenza grave, per farti sperimentare la vanità di quanto hai accumulato: non ti possono aiutare, non sono in grado di darti una parola di consolazione; allora cerchi l’uomo ma non lo trovi perché hai chiuso la porta del tuo cuore e lo hai lasciato fuori.
Maestro dì a mio fratello che divida con me l’eredità. Quanta stoltezza in questa richiesta! Dividere è solitudine, dividere è non andare oltre, dividere è lasciare fuori dalla tua vita il fratello! Gesù non vuole entrare in questione del genere. Ciò che può sembrare giustizia, la divisione perfetta, è solo stoltezza, è appropriarsi di beni che non ti appartengono e che sono stati preparati per tutti. L’eredità del Padre non va divisa ma condivisa, l’eredità del Padre non va divisa ma è la fonte dalla quale scaturisce l’acqua che tutti può dissetare.
Gesù è giudice non di quella diatriba tra fratelli ma della vita tutta che alla fine dei giorni, di cui non sappiamo mai il numero, dovremo consegnare al Padre.
La parabola ha un inizio che spesso sorvoliamo con tanta facilità: La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. L’inizio della parabola non parla del lavoro del contadino, delle sue fatiche e della sua opera, no! Il raccolto abbondante è frutto della campagna. È la campagna che dà un raccolto abbondante.
Perché contadino ti appropri di quel frutto abbondante?
Perché non permetti ad altri di sfamarsi a quel raccolto?
Perché alzi mura, costruisci magazzini per raccogliere tutto il grano che la campagna ha donato per tutti? Tutto ciò che è donato dal Padre buono va condiviso soprattutto con il povero. Così San Basilio Magno scrive: … ma se poi riempi anche i nuovi granai, che cosa farai ancora? Demolire e poi di nuovo ricostruire. Cosa c’è di più insensato che costruire con cura e poi con cura demolire? Se vuoi hai i magazzini: sono le case dei poveri.
Quello che hai è per condividerlo.
I tuoi granai sono le case dei poveri, il tuo IBAN è il loro indirizzo!
Chi mi ha costituito giudice di simile controversia? Gesù è il giudice misericordioso della vita dal quale dipende la nostra vita eterna. Dinanzi a lui, il giudice misericordioso, noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo condiviso; siamo ricchi di uno, di molti bicchieri d’acqua fresca dati; di uno, di 100 passi compiuti con chi aveva paura di restare solo; siamo ricchi di un cuore che ha perdonato per sette volte e per settanta volte sette.
Alla fine sulle colonne dell’avere troveremo solo ciò che abbiamo perso per qualcuno!
IL RACCOLTO ABBONDANTE
È la campagna
che dà un raccolto abbondante.
Perché contadino
ti appropri di quel frutto abbondante?
Perché contadino
non permetti ad altri di sfamarsi
a quel raccolto?
Perché contadino
alzi mura,
costruisci magazzini
per raccogliere tutto il grano
che la campagna ha donato per tutti?
Tutto ciò che è donato
dal Padre buono
va condiviso soprattutto con il povero.
- I AVVENTO IL GIORNO È VICINO [ANNO A]

- XXIII T.O. NON PUO’ ESSERE MIO DISCEPOLO [ANNO C]

- XXII T.O. UNA CASA PER IL POVERO, HAI PREPARATO [ANNO C]

- XXI T.O. SFORZATEVI DI ENTRARE PER LA PORTA STRETTA [ANNO C]

- TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE [ANNO C]

- XVIII T.O. SE SIETE RISORTI CON CRISTO! [ANNO C]

- XVII T.O. PADRE NOSTRO. TUTTI FRATELLI! [ANNO C]

- XVI T.O. LA PARTE MIGLIORE [ANNO C]

- XV T.O. CHI È IL MIO PROSSIMO [ANNO C]

- CORPUS DOMINI [ANNO C]

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
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