la piscina di siloe
PADRE NOSTRO. TUTTI FRATELLI!

Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli.

Così uno dei discepoli si rivolge a Gesù quando Gesù ebbe finito di pregare, in un luogo. Cosa ha visto quel discepolo in Gesù mentre pregava? 

Cosa ha potuto sentire quel discepolo mentre Gesù a bassa voce pregava?

Cosa ha incuriosito tanto quel discepolo?

Certamente la preghiera di Gesù ed ha compreso quel discepolo che la preghiera di Gesù è novità e come tale deve appartenere a tutta la comunità, a tutti i discepoli di Gesù.

Quel discepolo non chiede solo per sé, ma per tutta la comunità: Signore, insegnaci a pregare.  

Ed ecco Gesù accoglie l’invito del discepolo e:  

Quando pregate dite: Padre nostro

La preghiera di Gesù è preghiera del Figlio al Padre. Gesù non prega Dio ma il Padre. Se non è troppo scandaloso, oserei dire che in Gesù termina il tempo di Dio ed inizia l’ora del Padre. La preghiera di Gesù è la preghiera del Figlio che nella potenza dello Spirito, ricevuto nel giorno del battesimo, si rivolge al Padre. 

Nella preghiera di Gesù poche parole ma tanta relazione, novità nella relazione tra Dio e l’uomo che si fa relazione tra Padre e Figlio nella potenza dello Spirito Santo. 

E la seconda parola che segue è nostro. Quel Padre che diventa nostro, cioè di Gesù e dei suoi discepoli; quel Padre che crea una relazione nuova nel gruppo dei discepoli: tutti fratelli, non per un ideale di vita o per un obiettivo da raggiungere, ma perché tutti Figli dello stesso Padre nella potenza dello Spirito Santo. 

Il mondo di oggi desidera costruire un mondo di fratelli, ma saranno fratelli orfani perché non posseggono un padre con cui relazionarsi e trovare relazione di fratellanza tra loro. Sono fratelli orfani, perché chiamano padre un ideale, un obiettivo, oserei dire è una fratellanza idolatra.

Ed ecco adesso la preghiera di Gesù, come quella di Abramo ascoltata nella prima lettura. Abramo sta alla presenza del Signore mentre si sta constatando il peccato grande di Sodoma e Gomorra. Non fugge Abramo da Dio o dal peccato di Sodoma e Gomorra, ma sta alla presenza del Signore

Possiamo dire che per la mentalità del tempo l’audacia di Abramo è irriverente e scandalosa, ma lui Abramo è il destinatario della promessa: Sarai padre di una moltitudine di popoli. La vocazione di Abramo contrasta con il peccato e la depravazione di Sodoma e questa stessa vocazione gli consente di sollevare obiezioni alla giustizia di Jhwh. La rettitudine e la giustizia di Abramo non sono mera obbedienza morale, ma passione per il bene del prossimo, anche di quanti hanno offeso Dio. In Abramo un senso di umanità nuova non legata più al comportamento dell’uomo, ma alla misericordiosa giustizia di Dio che per 10 giusti presenti nella città non la distruggerà. 

Può la santità di Dio agire con la stessa giustizia profana dell’uomo e distruggere la città?

Ecco Abramo stare alla presenza del Signore e in questo stare alla presenza del Signore comprendere la novità non in Dio, ma quella novità che lentamente si rivela al suo cuore. 

Gesù come Abramo, nella preghiera, sta alla presenza del Signore, anzi sta alla presenza del Padre. Gesù nella preghiera sta come Figlio innocente alla presenza del Padre e nella potenza dello Spirito prega per i suoi fratelli e si dona come unico Figlio innocente per la salvezza della comunità tutta.

Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, dovunque, sempre: la novità di un Padre che nella potenza dello Spirito e in Gesù rende tutti fratelli.

La comunità ha compreso: dacci il pane quotidiano, perdona perché anche noi perdoniamo.

Non più una preghiera per se stessi, ma per la comunità e quella preghiera sarà accolta dal Padre perché ogni figlio prega nella potenza dello Spirito per il fratello.

Tu dubiti che il Padre si alzerà a donare il pane a quell’uomo a cui sono giunti degli amici. No! Non ti farà aspettare, non ti darà il tempo di bussare se in quei tre amici riconosci i figli dello stesso Padre e, in Gesù e nella potenza dello Spirito santo, i tuoi fratelli.

Il tempo dell’attesa è il tempo che ti occorre per riconoscere quei tre amici come i tuoi fratelli! Il padre ha pazienza, attende che tu li riconosca come fratelli; allora si alzerà, aprirà e donerà il pane!

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