la piscina di siloe

CHI È IL MIO PROSSIMO?
I precetti del Signore fanno giore il cuore.
Così abbiamo cantato e ripetuto con il salmo 18: I precetti del Signore fanno gioire davvero il cuore dell’uomo perchè essi rinfrancano l’anima, rendono saggio il semplice, illuminano gli occhi perchè sono limpidi, puri, preziosi più dell’oro, più dolci del miele e di un favo stillante.
Comprendiamo adesso la parola di Mosè al popolo:
Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Obbedire e mettere in pratica i precetti del Signore è riscoprirli come consigli non solo da osservare ma verso cui tendere il cuore, tutta l’anima, tutta la persona non al precetto in sé ma a colui che ha dato il precetto stesso. Dal precetto alla conversione: ti convertirai al Signore tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Dove trovare questi precetti? Dove leggerli? Sono molto vicini a ciascuno: sono nella tua bocca e nel tuo cuore. Con la bocca leggiamo i precetti e ciò che leggiamo e comprendiamo li portiamo al cuore e ciò che abita il cuore porta il cuore stesso alla parola.
Il dottore della legge si avvicina a Gesù per metterlo alla prova e chiese: Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?
Ed ecco Gesù rispondere con una domanda della quale il dottore della legge conosce la risposta: Cosa sta scritto nella legge? Come leggi? Ecco la risposta: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso.
Amare Dio certamente ma come amare il prossimo, come riconocere l’uomo da amare. Un brigante, un uomo derubato di tutto, un sacerdote, un levita, un samaritano senza tralasciare, come spesso avviene, l’uomo della locanda.
Chi è il prossimo? Certamente è l’uomo che scende da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti ma, dalla parabola, comprendiamo che da solo non è il prossimo. Il prossimo necessita di relazione, necessita di compassione, necessita di capacità di cambiare strada, di vedere, di sporcarsi le mani, di scendere dalla propria cavalcatura per far salire l’altro, di accompagnare mettendoci di propria tasca.
Prossimo è relazione. Il sacerdote e il levita rifiutano questa relazione, non si fanno prossimo e non permettono all’uomo caduto nelle mani dei briganti di essere prossimo. Il sacerdote e il levita sono impegnati, magari hanno tra le mani uno smartphone e pensano di comunicare con chi non è loro vicino o addirittura si addolorano per la tanta povertà che i social raccontano (se non perdono tempo nel seguire la tanta immondizia in essi presenti). Non sono prossimi a nessuno e nessun grazie a loro realizza l’essere prossimo.
Il samaritano invece si fa prossimo e mentre si avvicina rende l’uomo caduto nelle mani dei briganti prossimo. Gesù è quell’uomo che è caduto nelle mani dei briganti e che da’ a ciascuno di essere prossimo, di essere samaritani. Ma è necessario accorgersi di lui, del povero, farsi vicino, scendere dalle proprie cavalcature e sostituirle con il povero.
Maestro che devo fare per ereditare la vita eterna?
Crea relazioni vere, autentiche riconoscendoti oggi nell’uomo caduto nelle mani dei briganti e domani nel samaritano capace di tendere la mano. La vita eterna è relazione, non si compra e non si vende ma la si costruisce, giorno dopo giorno incrociando sguardi, tendendo le mani all’altro, oggi curando e domani lasciandosi curare le ferite, camminare accanto all’altro.
La vita eterna? E’ crescere nelle relazioni, rendere le relazioni vere ed autentiche per vivere poi nell’eternità con il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.
- I AVVENTO IL GIORNO È VICINO [ANNO A]

- XXIII T.O. NON PUO’ ESSERE MIO DISCEPOLO [ANNO C]

- XXII T.O. UNA CASA PER IL POVERO, HAI PREPARATO [ANNO C]

- XXI T.O. SFORZATEVI DI ENTRARE PER LA PORTA STRETTA [ANNO C]

- TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE [ANNO C]

- XVIII T.O. SE SIETE RISORTI CON CRISTO! [ANNO C]

- XVII T.O. PADRE NOSTRO. TUTTI FRATELLI! [ANNO C]

- XVI T.O. LA PARTE MIGLIORE [ANNO C]

- XV T.O. CHI È IL MIO PROSSIMO [ANNO C]

- CORPUS DOMINI [ANNO C]

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
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