la piscina di siloe
VIENE A TE!

Parlate al cuore di Gerusalemme. E tu, che annunci liete notizie sali su un alto monte, alza la tua voce con forza, non temere ed annuncia: Ecco il vostro Dio.

Giovanni Battista indica qual è il cuore di Gerusalemme: il deserto.

Giovanni Battista, nel deserto, alza la voce. Lui, profeta come gli antichi profeti, vestito di pelli di cammello, con la cintura di pelle, e come Elia, il più grande profeta, mangia cavallette e miele selvatico, quel niente che offre il deserto, il cibo dei carovanieri.

È il deserto di oggi che, come Chiesa profetica, siamo chiamati ad abitare e a nutrirci con il niente che esso ci offre. Ma è anche in questo deserto in cui abita il cuore dell’uomo che potrai ascoltare un annuncio, una novità. Nel deserto che è il cuore dell’uomo, oggi, l’evangelista Marco, come profeta alza la voce e grida: Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio.

Una novità: c’è un nuovo inizio per ogni cuore che da deserto arido e senz’acqua è reso il deserto dell’amore, dell’intimità. Una novità che è inizio nella gioia che segna il nuovo. Il nuovo, la gioia, l’inizio è il vangelo ed ha un nome: Gesù Cristo.

Vieni Gesù oggi nella nostra quotidianità, vieni nel nostro cuore e dissetalo, nutrilo con l’amore, quell’amore che grida dall’alto del monte, che raggiunge tutti, nessuno escluso.

E mentre diciamo e cantiamo il nostro Maranatha, Giovanni Battista, nel nostro deserto che è il cuore di ciascuno grida: preparate la via del Signore nel deserto. 

La via del Signore è da preparare nel nostro cuore. 

Non la nostra via, non i nostri progetti, non i nostri piani ma è da preparare quella strada che percorrerà il Signore per venirci incontro e sulla quale lo incontreremo.

Preparare la via del Signore, Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata. Tocca a noi preparare la via. Dipende tutto da noi. Il Regno di Dio, il suo venire è dono gratuito ma necessita di un grembo che permetta ancora a Dio di immergersi nell’umanità e all’umanità di gioire per un dono così grande. 

Il grembo dell’umanità di oggi sembra rigettare questo seme: tanta violenza e poco accoglienza dell’altro, tanta indifferenza e poca solidarietà e condivisione, tanto egoismo che diventa guerra, morte e una pace che stenta ad abitare il cuore dei potenti, dei poveri, di tutti.

Il grembo dell’umanità di oggi sembra rigettare questo seme: è interessato all’apparenza e al materiale, alle luci e ai presepi privi di vita, di respiro, ai cenoni e alle discoteche.

Ma a questo grembo sterile e per questo grembo che è deserto, oggi, è dato un annuncio: Ecco il vostro Dio. 

Dalle ceneri il fuoco, dal deserto l’acqua zampillante, dal grembo sterile della nostra umanità viene colui che è più forte di ogni nostra opera. Viene perché è appassionato e desidera parlare ancora ad un cuore arido, deserto. Viene. Dio viene, giorno per giorno, continuamente, anche adesso. Dio viene. Anche se non lo vedi, viene; anche se non ti accorgi di lui, lui è già in cammino su tutte le strade del mondo. Viene a te. 

 

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