la piscina di siloe
io ti ho posto come sentinella!

Il Presbitero nella Preghiera Colletta chiede al Padre di donare alla comunità (a noi) un cuore nuovo e uno spirito nuovo perché comprendiamo la vita (non la mia, non la tua ma la vita in se stessa) come il dono più grande e diventare così custodi attenti di ogni fratello.

Ciascuno è sentinella per il fratello. 

La sentinella, secondo il profeta Ezechiele, è colei che ascolta la Parola di Dio ed avverte, con coraggio e parresia, il malvagio perché possa convertirsi.

Ezechiele, il profeta, ci esorta tutti a scegliere il bene, a non entrare in compromesso con il male, ad impegnarci nel quotidiano per la conversione dell’altro, del fratello: Se tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.

Quante volte dovrò parlare? Fino a quando devo essere sentinella per la casa di Israele?

O Figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella… ed allora sarai sentinella fino a quando il Signore parla, fino a quando sentirai la sua voce.

Donaci un cuore nuovo ed uno spirito nuovo perché sempre possiamo ascoltare la tua voce, possiamo avvertire il malvagio della sua condotta perché si converta.

O Chiesa, oggi, tu sei la sentinella
perché Cristo ti ha legato per sempre a lui nello spirito.
Sei sentinella, sarai sentinella, perché Cristo è la sentinella.

O Chiesa, oggi, tu dovrai ascoltare e donare come Cristo la voce del Padre all’umanità.

O Chiesa, oggi, a te il Padre chiede conto della morte del violento, con Cristo
e in Cristo oggi desidera nel tuo cuore
che nessuno si perda di coloro che Dio ti ha affidato, i fratelli 

Davvero belle le parole del salmo 94 introdotte dal ritornello:
Ascoltate, oggi, la voce del Signore,
cioè siate oggi le sentinelle poste dal Signore per la casa di Israele, per l’umanità tutta.

Non indurire il cuore come a Meriba o come nel giorno di Massa nel deserto
cioè non dimentichiamo le misericordie del Signore rivolte a ciascuno di noi, non attacchiamoci ai doni, nemmeno ai doni di Dio, ma 

accostiamoci a lui, acclamiamo a lui con canti di gioia, 
cioè entriamo nel segreto della nostra stanza, del nostro cuore e spirito rinnovati e prostriamoci, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore.

Prostrati per adorare, prostrati per essere sentinella e dunque custodire il fratello, la vita del fratello.

Nel vangelo di oggi Gesù dice ai suoi discepoli 

Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

Con quanta facilità leggiamo queste parole e con quanta facilità giungiamo alla conclusione che l’altro è il pagano ed è il pubblicano.

Con quanta facilità pensiamo che l’altro poiché è il pagano ed è il pubblicano deve essere allontanato dalla comunità, ed è l’uomo cattivo per il quale non c’è e non ci può essere salvezza.

Sia per te come il pagano e il pubblicano

Cosa Gesù intende dire realmente con questa parola? 

Di certo nella mente di Gesù non c’è l’idea che deve essere allontanato, punito, senza possibilità di salvezza.

Sia per te cioè ricorda che tu sei la sentinella perché Cristo è sentinella. In che modo Cristo è sentinella della casa di Israele, dell’umanità, di ogni uomo? Ed ancora chi è il pagano e il pubblicano per Gesù?

Nel momento della morte di Gesù, solo un pagano ha dichiarato la sua Fede grande in quell’Uomo Crocifisso e morente: davvero costui è il Figlio di Dio

Sia per te come il pagano, quel pagano che, quando meno te lo aspetti, sotto la Croce, ti indicherà Gesù, come il Figlio del Padre, il tuo Redentore. 

Sia per te come il pagano, amalo dunque ed abbi pazienza, attendilo e come Gesù dona tutto per lui, non allontanarlo dalla comunità, dal tuo cuore.

Sia per te come il pubblicano. Chi è il pubblicano nel Vangelo, per Gesù? Storicamente è l’esattore delle tasse, colui che specula sulla povertà dei poveri ma il pubblicano è anche colui che Gesù cerca e per il quale dona la vita. 

Non ha cercato Gesù Zaccheo? E non è andato a mangiare a casa di Zaccheo? 

Non ha perdonato la peccatrice adultera, chiamandola donna così come tante volte ha chiamato la Madre. Non ha salvato la peccatrice adultera anche dalla legge di Mosè e da una sua interpretazione così errata dei sacerdoti e degli scribi del tempo? 

E il pubblicano non è quell’uomo del tempio, quell’uomo che sta all’ingresso del tempio e che Dio loda per la sua preghiera umile ma fiduciosa solo nella misericordia di Dio? 

E tra i discepoli di Gesù non vi è anche il pubblicano Matteo che lascia tutto e si mette alla sequela del maestro? 

Il Padre ama i poveri, i pagani, i pubblicani. Per questi e a questi dona il Figlio e lo Spirito.

Davvero l’unica sentinella della casa d’Israele, dell’uomo di oggi, è Gesù! 

Sentinella fino al dono totale di sé per l’uomo e in Gesù scopriamo anche quale deve essere il vero ammonimento per il fratello che commette una ingiustizia. 

È il Vangelo di Gesù! 

È la novità che Gesù non solo ci ha raccontato ma ha anche vissuto. 

Invochiamo ed accogliamo il dono dello Spirito nella nostra vita, ogni giorno, 
e ci scopriremo pagani e pubblicani, 
bisognosi di misericordia e di ammonimento dei fratelli. 

Invochiamo ed accogliamo il dono dello Spirito nella nostra vita, ogni giorno, 
e ci scopriremo pagani e pubblicani, 
bisognosi della Croce di salvezza di Gesù.

Invochiamo ed accogliamo il dono dello Spirito nella nostra vita, ogni giorno, 
e ci scopriremo pagani e pubblicani, 
bisognosi della misericordia del Padre. 

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