la piscina di siloe
XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
“Ti amo, Signore, mia forza”
Domenica 25 Ottobre 2024
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Riflessione ed Omelia
Ho ascoltato mio Signore la domanda del dottore della legge a te rivolta. Qual è il grande comandamento? Un senso di timore ho adesso nell’ascoltare la tua semplice risposta: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande comandamento. Il secondo poi è simile a quello: amerai il tuo prossimo come te stesso.
Un timore mi assale ed una paura mi preoccupa. Tale timore e paura, se sono veri, non mi permetteranno di vivere quando tu hai detto del primo e grande comandamento. Qual è il timore? Qual è la paura? Amerai con tutto il tuo cuore, la tua anima, la tua mente. La paura sta in quel “tuo cuore”, “tua anima”, “tua mente”. Davvero posso dire a me stesso che il mio cuore mi appartiene? Davvero posso dire a me stesso che la mia anima mi appartiene? E così per la mia mente? Dove riposa il mio cuore? Dove abita la mia anima? Quale strada percorre la mia mente? Perché il timore? Perché la paura? È facile scoprire che il cuore riposa e trova gioia non nella mia povertà o ricchezza ma in quanto luccica all’esterno e, così, l’anima e la mente trovano ristoro dalle cose terrene e sono incapaci di volare alto e di guardare il cielo. Riappropriamoci del nostro cuore, della nostra mente, della nostra anima. Non vendiamoli o, ancor peggio, non svendiamoli perché sono proprio il cuore l’anima e la mente che ci rendono unici e quindi capaci di ascoltare, comprendere, vivere e camminare. Sì, camminare verso la gioia, la bellezza della vita. Adesso ascolta: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore. Ti appartiene il tuo cuore? Offrilo a lui e lascia che dimori nel cuore di Dio. Il secondo è simile al primo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Amare il prossimo come siamo chiamati ad amare noi stessi, con le nostre debolezze, paure e sbagli che spesso nascondiamo perché il mondo ci chiede di noi un’immagine forte, capace di tutto. Sì amiamoci così come siamo, certi che quando siamo deboli è allora che siamo forti e si manifesta in noi la potenza della grazia divina. Amiamoci evitando di guardare la pagliuzza dell’occhio del fratello e accettando la trave che è presente nel nostro occhio e ci rende ciechi. Sì, se amiamo noi stessi e il cuore ci appartiene, amiamo il fratello così com’è: orfano, vedova, forestiero. Amiamolo e lasciamo all’orfano il cuore di orfano, alla vedova l’anima della vedova, al forestiero la mente del forestiero. Quale grande rivoluzione nella tua risposta: Amare Dio e prendersi così come si è. Amare il prossimo è amarlo e cercare il suo bene così com’è. Sì, siamo tutti poveri e tutti gridiamo al Padre e il Padre ascolterà il nostro grido perché è pietoso..Guarda la Video-Omelia
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