OGNI UOMO VEDRA’ LA SALVEZZA DI DIO!

Grandi cose ha fatto il Signore per noi. Così con il salmo abbiamo cantato ed oggi, in questa seconda domenica di avvento, tempo di attesa, la parola di Dio viene a noi e ci racconta ogni opera del Padre, tutto ciò che il Signore fa per noi, per ogni uomo, per tutti gli uomini.

Le nostre orecchie hanno ascoltato il Vangelo che si è concluso con un annuncio di gioia che riguarda tutto l’uomo, ogni uomo, qualunque sia la sua condizione: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.

  • Tu uomo che soffri a causa delle ingiustizie, vedrai la salvezza di Dio;
  • Tu donna vittima di un amore tradito, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu giovane che combatti per il tuo futuro, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu fanciulla che vedi il tuo corpo usato, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu bambino che non hai potuto far sentire il tuo primo pianto, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu anziano solo nella bella casa di accoglienza, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu che soffri perché combatti con la malattia, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu che piangi un amico, un’amica, un prete che la morte ti ha portato via, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu fratello che sperimenti la fragilità del tuo essere uomo, vedrai la giustizia di Dio;
  • Tu fratello, sorella, povero come me, che il peccato ti ha vinto, ti ha buttato a terra, vedrai la giustizia di Dio.

Le nostre orecchie hanno ascoltato: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio perché, come l’evangelista Luca ci ha detto: la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

La Parola non viene nel Tempio di Gerusalemme, la Parola non si fa carne fra i dottori della legge, tra i sommi sacerdoti ma viene su Giovanni nel deserto. È il deserto della tua vita, della mia vita, della vita di ogni uomo. Dobbiamo uscire dalle nostre sicurezze e dalle nostre belle chiese, fatte solo di pietra, e raggiungere il deserto, ogni uomo, quell’uomo che abbiamo già giudicato, quel luogo da cui stiamo lontano per non essere giudicati dall’uomo pio.

La Parola si fa vicina all’uomo oggi, in questo nostro tempo, così come si è fatta vicina a Giovanni nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea… La parola di Dio arriva, si incarna, prende corpo dentro la storia, nella concretezza della vita. E la storia in cui la parola viene su Giovanni, è una storia dolorosa, caratterizzata dalla frammentazione del potere; viene in un mondo in conflitto caratterizzato da fragile politico e religioso. Così la parola di Dio viene a noi oggi nella nostra concretezza e nella nostra storia, per molti aspetti dolorosa, frammentata. Viene lì, dove è ogni uomo, dove ogni piccolo gruppo cura il suo piccolo pezzetto di potere.

Il profeta Baruc a noi dice: deponi, Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. Sorgi, Gerusalemme, stai in piedi e guarda, quei figli che si sono allontanati da te a causa della violenza e del potere, oggi il Signore te li riconduce, poiché ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.

Baruch ha sussurrato al nostro cuore: è Dio che viene a te, è Dio che riempie ogni burrone, che abbassa ogni monte e colle, che raddrizza ogni via tortuosa. A noi il compito di preparare le vie del Signore, di raddrizzare i suoi sentieri abitando il deserto, come Giovanni. Dio viene a noi, è lui che cammina e si fa nostro prossimo, si fa prossimo dell’uomo caduto a terra a causa del peccato, dell’egoismo, del fratello che ti ha tradito.

Chi vuole ascoltare la Parola di Dio deve compiere un gesto di rottura, deve abitare il deserto, deve convertirsi abitando il deserto, lasciando i luoghi del potere, del mercato, dell’indifferenza, dell’edonismo, i luoghi e la mentalità mondana e raggiungere il deserto, laddove apparentemente non c’è nessuno. È nel deserto che Dio abita ed è lì che la parola viene a noi, e si fa carne nella nostra carne, abita in noi e ci porta con mano alla gioia donandoci nuove relazioni, nuove vie.

Il deserto diventa allora luogo privilegiato del silenzio per ascoltare, è il luogo per intraprendere un cammino verso la gioia, anzi è il luogo dove facciamo esperienza di un Padre che viene a noi. Il deserto è il luogo dove sperimentiamo e comprendiamo cosa è essenziale.

Grandi cose fa il Signore per noi e abbiamo la certezza che egli porterà a compimento questa opera buona già iniziata, porterà a compimento il suo cammino verso di noi, vedremo la salvezza, i nostri occhi contempleranno la gloria di Dio.

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

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