STO ALLA PORTA E BUSSO

Ecco, sto alla porta e busso.
Se qualcuno ascolta la mia voce
e mi apre la porta,
io verrò da lui;
cenerò con lui ed egli con me. (Ap. 3,20)

Il nostro Signore, colui che ci ama di un amore infinito e desidera la nostra compagnia, sta alla porta. Ecco, guarda con attenzione, ritorna a guardare, il tuo Signore sta alla porta.

Sta, non passa, attende mentre continua a stare alla porta. Imita la sua Madre che sta ai piedi della Croce ed attende la luce che promana dai cieli, da una porta che si apre, che il suo Figlio, dall’alto della Croce apre.

Sta, il tuo Signore, alla tua porta, non passa, attende solo che tu apra!

Perché sta alla tua porta? Perché bussa? Perché desidera cenare con noi, desidera che noi ceniamo con lui. Davvero grande il suo amore per ogni uomo, per ogni donna: lui, il Re dei re, lui, il potente e il creatore desidera cenare con la sua creatura; lui, il tre volte santo, desidera cenare con l’uomo peccatore, con l’uomo che lo inchioda ad una croce, con l’uomo che lo lascia fuori.

Ecco, guarda, torna a guardare, fuori c’è lui. È lì! Attende.

Sii tu, siamo noi, sia la Chiesa, quel qualcuno che ascolta la sua voce. Siamo noi quel qualcuno che non solo guarda chi è alla porta, chi è colui che sta dietro la porta, ma adesso ascolta, porge il suo orecchio, fa attento il suo cuore alla voce che bussa e parla.

Colui che bussa chiede di essere ascoltato.

Non basta sentire il suono del suo bussare ma ora ascolta la sua voce, ascolta cosa dirà: Dio il Padre, ha tanto amato il mondo, l’uomo, la donna, che ha mandato il suo Figlio perché il Lui tutti troviamo salvezza, troviamo pace, gustiamo la bellezza di abitare la sua casa.

Ascolta la voce e guarda adesso. Vedi? Colui che bussa è proprio Lui, il Figlio, l’Unigenito, l’Amato, colui che il Padre dona, il Pastore delle pecore, il servo che esce al mattino, a mezzogiorno, alla sera per cercare e chiamare tutti a lavorare nella sua vigna.

Adesso apri la porta. Vuoi lasciare un ospite così illustre fuori dalla porta.

Apri e scoprirai che non sei più servo: lui ha già preparato la Cena, lui ha imbandito il banchetto. Tutto è pronto. È festa.

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