Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. [Beata Vergine Maria, Regina (22 agosto 2018)]


Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifuse.

La memoria della Beata Vergine Maria Regina permette, oggi, di fare esperienza di quanto il profeta Isaia ha annunciato. Un annuncio che in Maria si fa storia in cui la gioia e la letizia trovano spazio e vita: un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Luca nel suo Vangelo ci presenta Gabriele che raggiunge Nazaret per visitare Maria, la Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La Vergine si chiamava Maria. Rallegrati, kecharitoméne: il Signore è con te!

Quanto stupore e quanta meraviglia: Dio, l’eterno, l’infinito raggiunge una casa privata, una fanciulla, vergine, sconosciuta e desidera abitare quella dimora. Ma in questo evento c’è molto di più: concepirai un Figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’altissimo. Dio desidera abitare l’umanità, desidera un corpo per stare vicino all’uomo. Maria, la Vergine, comprende che in “quel momento” tutto ciò si stava concretizzando nel suo grembo.

Ed allora: Come avverrà questo, poichè non conosco uomo? Lo Spirito santo scenderà su di te e la potenza dell’altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Maria è regina perchè serva. Ecco cosa risponde all’Angelo: Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. Lei, la fanciulla sconosciuta che abita un villaggio sconosciuto, si fa serva di un progetto divino che supera ogni comprensione umana. Ma non poteva essere diversamente perchè anche il Cristo, il Figlio dell’Altissimo nato dal suo grembo, è Re perchè servo. Al Padre in quel giardino Gesù dirà: Non la mia la tua volontà si compia.
Nulla è impossibile a Dio!
Cosa chiedere oggi, nel giorno della memoria di Maria Vergine Regina, a questo Dio a cui nulla è impossibile?
Al Dio a cui nulla è impossibile chiediamo di renderci sconosciuti come la Vergine fanciulla di Nazaret e di farci abitare in un villaggio sconosciuto perchè la potenza della sua ombra possa coprirci e renderci servi di un progetto, del progetto divino, che supera ogni comprensione umana.
Ci renda capaci di imitare Maria, la kecharitoméne e di dire, non solo con le parole ma nella vita di tutti i giorni: Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua Parola.

Concludo. Perchè non inziare a chiamare le feste con un nome che già indica la realtà della festa stessa? Non “Beata Vergine Maria, Regina” ma Beata Vergine maria, Serva.


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