CHI CERCATE? IL CRISTO, COLUI CHE ATTIRERÀ TUTTI A SÉ. VENERDÌ SANTO – AZIONE LITURGICA – ANNO C (19 aprile 2019)

«Perché hai voluto nascere in così bassa condizione,
vivere sempre in essa e morire tra le ignominie?
Perché hai sofferto tante fatiche,
tante offese, tanti oltraggi,
tanti dolori e tante piaghe,
e alla fine una morte così crudele,
versando il tuo sangue fino all’ultima goccia?
Perché, Signore?
Perché hai voluto nascere, vivere,
e soprattutto perché hai voluto morire così?
Perché gli insulti e gli sputi,
perché le spine e i flagelli,
perché i chiodi e la croce?».
Così San Carlo Borromeo prega in una sua orazione rivolta la Crocifisso.

E in questo giorno così santo del Triduo Pasquale tutto è avvolto dal silenzio.

Nel silenzio ci siamo allontanati dalla Messa in Coena Domini, dopo aver ascoltato e fatto memoria: questo è il mio corpo spezzato per voi ed ancora questo è il mio sangue versato per voi. E a questo ascolto così inaudito i nostri occhi hanno visto ed hanno contemplato il maestro chinato, cingersi con un grembiule, lavare i piedi ed asciugarli.
Nel silenzio abbiamo trascorso la notte ed abbiamo accompagnato Gesù da un luogo ad un altro, dal sommo sacerdote e da Pilato.

Ed ora nella celebrazione nell’azione liturgica del Venerdì santo ancora il silenzio, prostrati dinanzi al silenzio per ascoltare e vedere.

Ascoltare il profeta Isaia:
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato,
esaltato ed innalzato grandemente.

Lui, proprio Lui, il servo che non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi.
Lui, proprio Lui, il servo disprezzato e reietto dagli uomini.
Lui, proprio Lui, il servo, che si è caricato delle nostre sofferenze, del nostro peccato.
Lui, proprio Lui, il servo, che maltrattato si lasciò umiliare e non aprì bocca,
proprio lui sarà innalzato grandemente.

E mentre ascoltiamo… il silenzio ancora per ascoltare l’evangelista Giovanni e il suo racconto della passione di Gesù.

Ascoltare. Una domanda giunge alle nostre orecchie:
Chi cercate?
E Gesù che ci chiede per ben due volte: chi cercate?

Ascoltare e, prima di dare una risposta, vedere, fare memoria della lavanda dei piedi. Non cerchiamo più il Dio potente, il Dio che castiga ma cerchiamo il Dio che si fa servo e che desidera essere nostro servo.
Chi cercate? Cerchiamo il Crocifisso, la Croce a cui è stato appeso il nostro Dio, cerchiamo colui che è innalzato grandemente!

Perché ha voluto nascere così? Perché hai voluto morire così? Così prega San Carlo.

È la stessa domanda-preghiera che l’apostolo Pietro si pone nel giardino in quell’ora che lo separa dal canto del gallo e dal suo negare per la terza volta di essere discepolo del maestro, di colui che va incontro alla Croce!

Pietro, adesso, ha compreso che solo lo sguardo dall’alto della croce di quell’Uomo, che volontariamente si lasciò umiliare e non aprì bocca giustificherà molti, salverà lui che adesso sa piangere perché riconosce ogni sua fragilità ed ogni sua miseria nella fragilità e nella miseria del maestro, di colui che non ha apparenza e bellezza.

Pietro ha bisogno di Gesù. Pietro, noi tutti, abbiamo bisogno di Lui.

Chi cercate?
Il Cristo, colui che attirerà tutti a sé, quando sarà innalzato alto sulla croce.

Abbiamo bisogno del Cristo, abbiamo bisogno di Lui che prende le nostre sofferenze e il nostro peccato, abbiamo bisogno di quel Dio che si fa servo, misericordia infinita,
che offrì, nei giorni della sua vita terrena,
preghiere e suppliche,
con forti grida e lacrime,
a Dio che poteva salvarlo da morte e,
per il suo pieno abbandono a lui,  venne esaudito.
Pur essendo Figlio,
imparò l’obbedienza da ciò che patì  e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Nel silenzio, dopo aver baciato il legno della Croce, viviamo il sabato.

Sia tempo per riconoscere il nostro bisogno di Dio, del suo amore, della sua misericordia.

Sia tempo per riconoscere ogni nostro peccato ed ogni nostra miseria e fragilità.

Sia tempo di silenzio per ascoltare chi cercate? E vedere presto il risorto!

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