LA PREGHIERA DEL MATTINO

Prega e riponi ogni tua speranza in Cristo. Prega ed affida te stesso a Cristo. Prega.

Il dono della preghiera e la sua forza è ciò che Satana, il tentatore e il separatore, desidera rubarti con inganno fin dalle prime ore del mattino. Così affermava Don Tonino Bello:

Io penso che ci sia anche un demonio mattutino, ancora più terribile. È quello che ti tenta quando, per sbrigare le tue cose, ti alzi qualche ora prima del solito e, invece che piantarti davanti al tabernacolo con un abbondante supplemento d’orazione, ti immergi subito nel vortice delle faccende.

La tentazione è sempre la stessa: puoi farcela da solo, ne hai tutte le capacità, per accorgerti a fine giornata del tuo fallimento, della tua inadempienza che poi si trasforma in tristezza e scoraggiamento.

La separazione è nel farti pensare che la preghiera è inutile, ti fa perdere tempo, che è più conveniente tornare a pregare dopo, quando si è più liberi e magari senza tanti pensieri e preoccupazioni.

Ecco allora la proposta di Don Tonino Bello che è tutta evangelica e ad imitazione di Gesù che passava le notti in preghiera, che tutto affidava al Padre.

Piantarti davanti al tabernacolo o davanti un Crocifisso è seppellire nell’amore di Cristo il denaro che ti è affidato perché tu lo restituisca non con quell’abbondanza che è solo opera tua ma arricchito da quel concime che ha trovato nel terreno dove lo hai piantato: la Croce di Cristo, lo splendore della sua risurrezione.

Ma rileggendo bene il testo di Don Tonino ci accorgiamo che ciò che va piantato non è solo il denaro ma con esso, per esso e in esso tutta la persona, tutto se stesso.

L’intensità della preghiera si misura allora dalla capacità di piantarti nell’humus di Cristo, di mettere radici in quel terreno, di fare scorrere nelle nostre vene la linfa dell’amore con cui il terreno è stato zappato: la Croce stessa di Cristo.

Prega e riponi ogni tua speranza in Cristo. Prega ed affida te stesso a Cristo. Prega.

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