Alla Chiesa e ad ogni cristiano il compito di rimanere attaccato alla “Pietra salata” che è Cristo. V Dom. T.O. – A (9 febbraio 2020)

Gesù è sul Monte dinanzi alla folla ed ha proclamato le otto beatitudini. Ha dato forma al discepolo non imponendo dei doveri, delle azioni buone da compiere ma indicando, ancora una volta come all’origine, l’immagine a cui conformarsi, a cui somigliare sempre di più, come discepoli. Le Beatitudini sono immagine di quel Gesù che adesso sta sul Monte e parla ai suoi discepoli. Le otto beatitudini rimandano a quell’ottavo giorno, il giorno donato ed atteso, il giorno della vita piena.

E adesso si rivolge ai suoi discepoli, si rivolge oggi alla Chiesa, e dice ciò che essi sono: sale della terra, luce del mondo! Non chiede ai suoi discepoli, ancora una volta azioni da compiere ma, come comunità, li invita a prendere coscienza di ciò che essi sono: sale della terra e luce del mondo!

Il cammino del discepolo, il cammino della chiesa è una conversione ad essere sempre più sale della terra e luce del mondo.

Il sale guarisce le ferite, il sale custodisce e conserva, il sale da sapore. La luce permette di vedere, la luce permette di camminare sicuri perché rende visibile non solo la strada ma anche la meta.

Ma chiediamoci: chi è il sale? Chi è la luce.

Sale e luce è Cristo Signore. Alla Chiesa e ad ogni cristiano il compito di rimanere attaccato alla pietra salata che è Cristo. Alla Chiesa e ad ogni cristiano il compito di riflettere quella luce prima che è Cristo.

Essere sale ed essere luce è dono del Padre, è conquista per noi del Figlio, è opera dello Spirito in noi e per noi.

Siamo sale? siamo luce? Quanto la nostra immagine somiglia all’immagine di Cristo che è sale della terra e luce del mondo?

Ascoltiamo il profeta Isaia che, oggi, ci esorta a dividere il pane con l’affamato, ad introdurre in casa i i miseri, senza tetto, a vestire chi è nudo.  Ed ancora il profeta Isaia ci esorta a togliere di mezzo l’oppressione, il puntare il dito e aprire, invece, il cuore all’affamato e all’afflitto.

Allora, dice Isaia, la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita, che è quella del prossimo di cui ti sei fatto carico, si rimarginerà presto. Sì, allora sei luce riflessa della Luce che brilla dall’alto della Croce, sei sale della terra dell’unico sale della terra che mentre concima da sapore e vita piena.

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