Fa’ della tua casa la dimora del Bambino. Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. (29.12.219)

Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.

Celebrare la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe la domenica successiva alla Notte Santa, alla Notte in cui il Verbo si è fatto carne ed ha abitato la casa degli uomini invita tutti a ripensare la Famiglia rendendola ciò che essa è innanzitutto: vera ed unica casa del Bambino che viene ad abitare la terra; Chiesa, anzi Vera Chiesa dove ogni liturgia diventa carne, dove ogni Parola di Cristo è accolta, custodita e, con grande travaglio di parto, fatta carne!

La costruzione di chiese, di santuari, di basiliche, certamente tutte belle e piene di opere d’arte hanno fatto sì che l’unica Chiesa, l’unica dimora che il Padre aveva scelto come abitazione del Figlio, e preparata dall’angelo Gabriele e dal dono dello Spirito alla fanciulla di Nazaret, e cioè la Famiglia, la Casa domestica venisse chiusa. Gli uomini abbiamo trasferito la residenza che il nostro Dio facendosi uomo aveva scelto dalla casa, anzi da una capanna, ad un edificio, ad un tempio ricco di tante opere d’arte. Peccato che nella grotta di Betlemme, la prima dimora scelta dal nostro Dio per abitare la terra, non era presente nessuna opera d’arte e nemmeno la stessa grotta era un’opera d’arte.

La Festa della Santa Famiglia ci impone di riportare e di vivere il Mistero del Dio fatto uomo, carne, soprattutto nella Famiglia, in una Famiglia come quella di Nazareth dove, la loro prima abitazione, la grotta non ha porte ed accoglie tutti e a tutti dona il Bambino Gesù; dove i primi ad essere accolti sono i poveri, i pastori coloro che dormono lasciandosi illuminare dalle stelle e i soli capaci ad ascoltare il canto degli angeli.

Nella Colletta iniziale il presbitero ci ha indicato la santa Famiglia come modello di vita per le nostre famiglie.

E l’Apostolo Paolo ai Colossesi: La Parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Ritornare ad ascoltare la Parola nella Famiglia, in piccoli gruppi di famiglia, camminare insieme ed insieme decidere, alla luce del vangelo, scelte di vita evangeliche, scelte coraggiose di vita evangeliche.

L’apostolo Paolo ancora scrivendo ai Colossesi, e penso a famiglie di Colossi, li esortava a rivestirsi dei sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, facendosi sostegno l’una dell’altra e praticando il perdono, il vero perdono che non è sopportazione ma la Carità che il Bambino Gesù ha portato con sé dal cielo per farne dono gratuito a tutti, ad ogni famiglia.

Famiglia chiamata ad abitare ogni luogo, come l’Evangelista Matteo ci ha narrato. Famiglia chiamata ad abitare oggi l’Egitto dei nostri giorni, la Galilea del nostro tempo, la Giudea della nostra terra e custodire sempre il Bambino Gesù a lei affidato, come a Giuseppe, come a Maria.

Alzati è l’imperativo-esortativo che oggi nel Vangelo è rivolto a Giuseppe. Alzati, risorgi, prendi con te il bambino e sua Madre fuggi in Egitto, ritorna. E Giuseppe si alzò nella notte, nella notte dell’incomprensione e prese con sé il Bambino e sua madre.

Alzati è l’imperativo-esortativo che oggi nella Festa della Santa famiglia di Nazareth è rivolto ad ogni Famiglia.

Alzati Famiglia, Risorgi Famiglia, prendi con te il Bambino e sua Madre, cioè fa della tua Casa la dimora del Bambino, rendi la tua casa Chiesa, sia la Chiesa comunione di famiglie nel Bambino Gesù!

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