Grande sarà la vostra gioia. (23.12.2019)

Novena o Ottava, pietà popolare o canto di liturgia, vie insolite da percorrere, profeti e scelte di uomini e donne non considerati, esclusi dalla società, su queste strade abbiamo camminato per andare incontro a Colui che viene, il veniente, a Colui che è già venuto nella storia umile tra gli umili, che verrà come giudice misericordioso, che viene, oggi, a noi nello straniero o nella straniera, nel povero, in colui che nessuno ama perché scarto della società.

E su questa strada l’ascolto della Parola e il mio zoppicare nello spezzare la Parola: mentre la Grazia dello Spirito supplisca in voi ogni mia povertà la vostra carità sia grande e misericordiosa!

E in questo camminare su strade insolite abbiamo alzato gli occhi e con grande stupore abbiamo anche seguito l’Angelo Gabriele correre da una parte ad un’altra, andare da Maria e nella notte da Giuseppe e poi correre nel Tempio dal sacerdote Zaccaria. E con l’evangelista Luca l’Angelo andare in una casa, da una semplice fanciulla ed ascoltare con Lei: “Nulla è impossibile a Dio”.

Leviamo il capo, è vicina la nostra salvezza! Così abbiamo detto più volte con il salmo 24.

Ed ancora:
Fammi conoscere ancora le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami tu nella tua fedeltà e istruiscimi
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Perché ancora chiediamo al Signore di farci conoscere le sue vie ed insegnarci i suoi sentieri? Perché a Lui chiediamo la fedeltà mentre ci guida e ci istruisce sulle strade da percorrere?

Come Zaccaria abbiamo ascoltato, visto e forse ci siamo anche emozionati tanto da rimanere muti, in attesa di quell’evento che supera ogni storia e mai potrà essere compreso dall’uomo: un bambino ci è donato, la nostra salvezza!

Abbiamo ascoltato ma forse con orecchie sorde, abbiamo visto ma forse con occhi ciechi, ci siamo emozionati ma il nostro cuore è rimasto freddo. Ed allora.

Leviamo il capo, vicina è la nostra salvezza!

Apriamo le orecchie ed ascoltiamo il profeta Malachia:
Ecco, io manderò un mio messaggero
a preparare la via davanti a me
e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate…

E la profezia di Malachia trova il suo compimento mentre per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

Nulla è impossibile Dio.

E Maria la fanciulla di Nazaret è testimone nella casa di Elisabetta che il divino opera nella storia attraverso gli umili e i deboli, coloro che agli occhi delle genti sono sterili.

I vicini, i parenti anche noi gioiamo per il bambino dato alla luce nella casa di Zaccaria perché il Signore manifesta la sua misericordia e in Elisabetta e con Elisabetta tutti ci rallegriamo.

E Zaccaria osserva, ripensa ad ogni Parola che l’Angelo nel Tempio, nel Santo dei santi gli ha rivolto. Adesso ascolta perché Elisabetta, la sua sposa, avanti negli anni e sterile, dà alla luce un figlio. Ma è muto e non può pronunciare il nome di quel figlio e i parenti e gli amici si sostituiscono a lui e dicono: Zaccaria sarà il suo nome. Interviene Elisabetta, dimenticata perché strumento solo per dare alla luce un figlio ma già colmata di Spirito Santo il giorno in cui Maria la visitò e i due bambini sussultarono nei grembi delle madri. Si chiamerà Giovanni.

E su una tavoletta anche Zaccaria scrive il nome del bambino e non dice solo come la moglie “Sara chiamato Giovanni” ma “Giovanni è il suo nome” poiché questo è il nome da tempo indicato dall’Angelo, per cui non si tratta più di decidere ma di adempiere ad un comando.

Tutti furono meravigliati. Non solo del nome del bambino ma dello Spirito che agiva in Elisabetta, in Zaccaria reso evidente dalla scelta dello stesso nome per il bambino!

Quale meraviglia! Il messaggero annunciato dal profeta Malachia ci è dato, egli prepara la via al Signore, saprà Lui adesso portare tutti noi dalle nostre regioni montuose alla grotta di Betlemme, alla Notte santa illuminata dall’Emmanuele, il Dio con noi!

A Lui, a Giovanni, il messaggero dato alla luce da Elisabetta, voce della Parola, affido voi. A Lui, a Giovanni, volgete in questo ultimo tratto di strada insolita le vostre orecchie, il vostro cuore e grande sarà la vostra gioia perché i vostri occhi vedranno e camminerete su strade nuove, la strada della vita piena! E non dimenticate di portare con voi, anche me!

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