Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore! (21.12.2019)

Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Così con il salmo 23 abbiamo risposto alla prima lettura. Viene il Signore re della gloria. Egli viene ad abitare ciò che gli appartiene: la terra e quanto contiene, il mondo con i suoi abitanti. È lui il creatore, è lui, il veniente che rinnova ogni creazione, ogni uomo ed ogni donna.

Ed ancora il Salmo 23 ci ha fatto cantare:
Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

È di noi che sta parlando il salmo, siamo noi la generazione che cerchiamo il Signore! Noi il salmista esorta mentre si rivolge al Signore dicendo: cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Viene il Signore, re della gloria mentre noi cerchiamo il suo volto!

Davvero vicino è la venuta nel Mistero della Notte Santa del Signore, la Notte di Natale. E noi, che cerchiamo il suo volto, non rimaniamo fuori dalla porta a causa dell’olio che viene a mancare perché troppo indaffarati nel preparare ciò che non serve, ciò che non è essenziale.

Cerchiamo davvero il Signore!

Corriamo davvero incontro a Colui che viene nella Notte del Natale, lasciamo ogni tavola ed ogni cena e lasciamoci servire dal Signore, alla sua tavola, alla sua cena: l’Eucaristia della Notte del Natale.

Davvero la preghiera che il presbitero ha rivolto al Padre giunga alle sue orecchie e a noi conceda di accogliere il Bambino nella fede e generarlo nello spirito con l’ascolto della parola, nell’obbedienza della fede.

Accoglierlo e generarlo nello spirito, ascolto e obbedienza.

Sono le caratteristiche dell’uomo gusto Giuseppe, di san Giuseppe, che nella IV domenica di avvento, la più prossima al Natale, è il testimone per eccellenza dello spettacolo che nella Notte Santa i nostri occhi vedranno: Dio si fa uomo, si fa piccolo, viene ad abitare la nostra città, si fa nostro concittadino perché noi da suoi concittadini possiamo abitare la sua città, entrare nella sua grandezza, essere divinizzati.

Ciò che avviene attorno a Giuseppe è davvero grande, supera la sua intelligenza e la sua comprensione umana: Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo!

E Giuseppe, mentre stava considerando queste cose, cioè:

  • Come accogliere il bambino e generarlo nello Spirito?
  • Come ascoltare la parola, prendi con te Maria, tua sposa ed essere obbediente cioè credere che il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù.

Giuseppe sposo di Maria è veramente uomo giusto non perché compie ciò che aveva pensato, progettato e cioè di ripudiare Maria in segreto ma è giusto perché da protagonista entra nel progetto di Dio e diventa suo collaboratore nella fedeltà a camminare su una strada insolita, quella del Signore, quella della salvezza: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.

Anche noi Assemblea santa, credenti e promessi sposi consideriamo queste cose:

  • come accogliere oggi il bambino e generarlo nella fede?
  • Come ascoltare la parola e prendere con noi Maria, la Chiesa, tutta l’umanità specialmente quella fragile e debole?
  • Come essere obbediente e credere con tutte le forze, con tutta l’anima, con tutto la carne che il bambino che è donato nella Notte santa è opera della Spirito, è l’unica via di salvezza poiché il suo nome è Gesù.

Imitiamo Giuseppe e mentre abbiamo pensato come fare, mentre abbiamo progettato tutto (forse anche la cena del Natale e i giochi che non ci permetteranno di essere presenti all’Eucaristia della Notte santa) diventiamo giusti come Giuseppe: accogliamo il bambino, facciamoci promessi sposi, custodiamo Maria per custodire il bambino, custodiamo la chiesa per custodire Gesù che viene a noi!

Corriamo, davvero correte alla grotta di Betlemme nella Notte santa.

Siate davvero presenti al canto del gloria, nella notte santa! Le vostre orecchie davvero ascoltino la Parola che, nella Notte Santa, annuncia il Bambino che viene deposto nella mangiatoia e si fa Pane. Davvero nella Notte Santa nutritevi solo dell’unico Pane, quello deposto nella mangiatoia, il Pane della vita!

Corriamo, davvero diventate giusti perché come Giuseppe avete cambiato i vostri progetti e vi siete incamminati su vie insolite, la via dell’Eucaristia.

Corriamo, nella Notte Santa del Natale, ogni spazio della nostra piccola Chiesa sia riempito, i piccoli giochino attorno all’altare, i giovani cantino con gli angeli il gloria, i papà e le mamme stanno in piedi perché hanno ceduto il loro posto agli anziani, i nonni.

Tutti corriamo, nessuno rimanga fuori, lontano dal bambino.

Tutti corriamo poggiandoci sui nostri bastoni, le nostre fragilità, le nostre debolezze, il nostro peccato.

Nessuno rimarrà fuori perché non c’è più spazio per chiudere la porta: al bambino abbiamo veramente aperto la porta della nostra città!

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. Imitiamo Giuseppe, l’uomo giusto.

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