LA BOCCA ESPRIME CIÒ CHE DAL CUORE SOVRABBONDA (03 marzo 2019) VIII T.O. ANNO C

Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso!

Così siamo stati esortati come discepoli dal Maestro dopo aver dichiarato beati i poveri, i piangenti e i sofferenti.

E Dio è misericordioso perché ama tutti senza attendersi un contraccambio anzi donando il perdono gratuitamente e con abbondanza.

Ed oggi da Luca apprendiamo a non essere guide cieche, a non guardare la pagliuzza che è nell’occhio del fratello senza prima esserci accorti della trave che abita i nostri occhi. Siamo degli ipocriti. Ed infine siamo chiamati a riconoscere dall’albero i frutti.

Può forse un cieco guidare un altro cieco? Tutte e due cadranno nel fosso. Chi è il cieco? Colui che non si lascia raggiungere dalla luce della misericordia di Dio. È cieco colui che confida nelle proprie forze e nella legge pensando che la salvezza, la beatitudine sia propria opera. La misericordia di Dio permette all’uomo di vedere il bello che è presente in ogni uomo.
Tutti siamo ciechi perché tutti bisognosi della misericordia, tutti bisognosi dell’unico maestro misericordioso. Unica la guida vedente: colui che illumina dall’alto della Croce, colui che spazza via con la sua luce le oscurità del sepolcro. Nessuno si sostituisca alla luce della misericordia crocifissa e risorta ma tutti corriamo all’ombra di quella unica luce!

Sperimentiamo la misericordia ed allora saremo capaci di accorgerci della trave che abita il nostro occhio. Quanta ipocrisia! Desideriamo sostituirci a Dio e proponiamo noi stessi come fonte di salvezza. La trave non ci permette di vedere, anzi nasconde noi a noi stessi e ci rende capaci di vedere quella pagliuzza che è nell’occhio del fratello.

Corriamo dal misericordioso e da lui imploriamo la luce. Spazziamo via la trave dal nostro occhio e comprenderemo che solo una pagliuzza abita il cuore del fratello. Una pagliuzza, piccola cosa in confronto alla nostra trave. Una pagliuzza, piccola cosa da sopportare perché abbiamo conosciuto il peso e la cecità di ogni nostra trave.

Riconosciamo i frutti dall’albero. Dall’albero buono i frutti buoni e dall’albero cattivo e i frutti marci. Ma mentre riconosciamo quei frutti volgiamo i nostri occhi a quell’unico albero piantato su un alto monte ricco dei tanti frutti marci e dell’unico frutto bello, Gesù. Lui sulla croce ha portato il peso di ogni nostro peccato e dalla sorgente del suo costato, con quel sorso di acqua e bevanda di vino ha lavato e reso belli ogni frutto.

Siate misericordiosi.

Unico il modo per essere misericordiosi: sperimentare la misericordia del Padre accogliendola dal Figlio crocifisso e risorto nella potenza dello Spirito.

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