È APPARSA INFATTI LA GRAZIA DI DIO, CHE PORTA SALVEZZA A TUTTI GLI UOMINI [Battesimo del Signore – 13 gennaio 2019]

Ancora risuona alle nostre orecchie il canto degli angeli che annunciavano ai pastori: Oggi, è nato un bambino, il suo nome è Gesù. E i nostri occhi, ancora vedono quei pastori che nella notte, senza indugiare corrono alla grotta e i magi che seguono la stella fino alla casa dove trovano Maria e il bambino. I pastori, i magi, tutti ci siamo prostrati ed abbiamo adorato quel bambino.
Un bambino fragile e bisognoso di tutto che nei doni dei magi ha manifestato la sua divinità nel suo essere Re che si fa servo fino a donare la sua vita.
E se tutto ciò risuona alle nostre orecchie e scorre dinanzi ai nostri occhi, oggi desideriamo andare al Giordano e metterci in attesa con il popolo di conoscere quel bambino, il piccolo della grotta di Betlemme, che l’evangelista Luca ci presenta al Giordano all’età circa di trenta anni.
Al Giordano, così come ha profetizzato Isaia, si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato.
Al Giordano non chiederemo a Giovanni insieme alla folla: Sei tu Colui che deve venire? Ma ascolteremo e vedremo compiersi nelle acque del Giordano la parola profetica di Isaia: Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!»
Al Giordano la profezia adesso trova compimento e “mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
La colomba trova il suo nido, lo Spirito si fa presente e la voce del Padre manifesta chiaramente a tutti chi è il Bambino nato a Betlemme e vissuto nel nascondimento per ben trenta anni. Tu Sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.
La Parola del Padre per la prima volta risuona forte sulla terra e risuonerà ancora sul monte della Trasfigurazione per essere restituita da Gesù, come ultima parola del Figlio: Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito.
Riascoltiamo l’Apostolo Paolo che al suo carissimo figlio Tito e a noi dice: oggi, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini. Ascoltatelo perché egli, il Figlio amato, ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Oggi, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza.
La Parola del Padre, Tu sei il mio Figlio diletto, in te mi sono compiaciuto, continua a risuonare forte ancora oggi, per grazia ogni volta che nel battesimo un uomo è rigenerato nell’acqua ed è rinnovato dallo Spirito. Acqua e Spirito che ci permettono di pronunciare con Gesù, per grazia, Abbà, Padre.
“Tu sei mio Figlio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento, io oggi ti ho generato”.
Siamo scesi nel Giordano con il popolo, abbiamo atteso e le nostre orecchie hanno ascoltato la voce del Padre.
Tutta la nostra vita è un continuo scendere nel Giordano ed attendere chiedendoci magari in cuor nostro: È proprio Gesù, il Salvatore? È proprio Gesù che darà un senso alla nostra vita? È proprio Gesù il pastore che pascola il gregge e con il suo braccio lo raduna? È proprio Gesù che porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri?
Da secoli, nel cuore di ogni uomo battezzato, nel tuo cuore rinnovato dal battesimo, risuona forte la Parola del Padre che mentre dice: Tu sei il mio Figlio diletto, guarda con misericordia ed amore paterno tutti coloro che il Figlio con braccio potente ha radunato e come gregge pascola portando sul petto gli agnellini, i piccoli.

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