OGGI, LA LUCE RISPLENDE SU DI NOI!

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza…

È il messaggio che ieri è giunto alle orecchie di quanti hanno partecipato alla celebrazione Eucaristica del Natale.

Quei piedi belli che camminano sui monti e che annunciano la pace sono gli stessi piedi che hanno percorso il sentiero dell’Avvento e che hanno raddrizzato le vie tortuose, abbassato le montagne e colmate le valli e, perciò, adesso possono essere messaggeri di buone notizie e annunciare la salvezza.

Oggi, giunge a voi la mia riflessione sul Natale. Con un giorno di ritardo?
No! Perché stiamo vivendo l’Ottava di Natale, il grande giorno della Risurrezione.

Desidero oggi far giungere la mia riflessione sul Natale perché, forse, abbiamo già messo da parte quel Bambino che abbiamo cantato, nella Notte Santa, come luce che brilla commuovendoci al suono delle campane o di qualche canto nostalgico…

Oggi, desidero riascoltare quelle parole del prologo dell’evangelista Giovanni:

Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

Ieri ascoltando queste parole tutti abbiamo pensato che non fossero rivolte a ciascuno di noi…

Lo abbiamo accolto, abbiamo accolto la sua immagine che entrava nella chiesa buia. Abbiamo preparato la capanna con Maria e Giuseppe. Abbiamo ringraziato le autorità presenti e quelli seduti in un banco alla vista vuoto. Tutto abbiamo fatto per accoglierlo, ogni cosa preparata nei minimi particolari. Tutti presenti, ognuno a rivendicare il proprio ruolo o ministero istituito per accogliere il bambino Gesù.

Ed oggi? Ognuno di noi è ritornato alla propria vita. Ognuno ha chiuso la propria porta, il proprio cuore a quella luce che sembrava aver vinto le tenebre.

Ed oggi l’Evangelista Giovanni ci ripete:

Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

Sì, oggi, dobbiamo riconoscere Gesù che è nel mondo. Oggi, come domani, Gesù è fra i suoi e non viene accolto. Parola dura quella dell’evangelista Giovanni ma autenticamente vera.

Ritorniamo ad ascoltare la Parola, ritorniamo al Giordano, ritorniamo a camminare in quel sentiero che è strada e via del Signore per raddrizzare ed abbattere, per demolire e costruire, per morire e vivere.

Ritorniamo ad invocare con forza quello Spirito che riempì Maria, la fanciulla accogliente ed Elisabetta, l’anziana in attesa.

Ritorniamo ad invocare con forza lo Spirito perché ci renda figli che riconoscono la gloria del Padre che viene ad abitare in mezzo a noi, nei poveri e negli ultimi.

Ritorniamo ad invocare con forza lo Spirito perché ci renda inquieti fino a quando non ritorneremo ad essere piedi belli che camminano sui monti, messaggeri di pace e di salvezza.

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