ECCO, CONCEPIRAI UN FIGLIO E LO DARAI ALLA LUCE [8 dicembre 2018]

Giorno di festa, giorno di gioia, giorno di esultanza!

In questo tempo di attesa e di incontro con Colui che è il più bello tra i nati di donna, volgiamo il nostro sguardo a Colei, alla donna, che ci ha donato l’Emanuele, il Dio con noi.

Dalla Madre dei viventi alla Madre dei redenti.

Poiché tu hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.

L’uomo chiavò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Chi è la donna che sarà madre di una stirpe che schiaccerà la testa della stirpe del serpente? Chi è quel Bambino, nato dalla donna? È Lui, il Bambino Gesù, colui che attendiamo, colui che dall’alto della Croce schiaccerà la testa del serpente.

Eva, la prima donna e moglie è madre di tutti i viventi. Maria, la donna tutta bella, è madre dei redenti perché madre del redentore, di colui che salva.

Giorno di festa, giorno di gioia, giorno di esultanza perché tutti noi sperimentiamo la redenzione, facciamo parte della stirpe dei redenti dal redentore, figlio di Maria.

E nel Vangelo ci viene presentata con pennellate ad acquarello lei, Maria, la Madre dei Redenti.

Protagonista però nel racconto del vangelo non è lei ma l’angelo Gabriele che corre da una parte all’altra, dal tempio di Gerusalemme, dove ha appena incontrato Zaccaria a Nazareth, nella casa di Maria.

Al Tempio di reca Zaccaria e lì conosce dall’angelo Gabriele che la sua preghiera è stata esaudita. E l’Angelo adesso corre, va verso una città, anzi verso una borgata sconosciuta e visita la casa di una giovane fanciulla. Sappiamo che quella fanciulla è Maria!

Dio rompe ogni equilibrio, adesso cerca e trova la sua dimora nella umiltà di una casa dove abita una giovane fanciulla.

Rallegrati, ricolma di grazia. Il Signore è con te!

Quanto stupore e quanta incomprensione per Maria. Non comprende: può un Dio visitare la sua casa? Può un Dio abitare la casa di una umile fanciulla? Ma a questo stupore altra meraviglia si aggiunge: Concepirai un Figlio, lo dai alla luce, lui è il Salvatore, l’Emanuele!

Come può avvenire tutto questo? Non conosco uomo. E l’Angelo: Lo Spirito scenderà su di te e la sua ombra ti coprirà. Come può avvenire tutto questo, come sarà madre di un Bambino, dell’Emanuele. Tutto è opera di Dio, tutto è opera dello Spirito. A Maria solo essere “serva”, “schiava” nella sua libertà più grande di un progetto che la supera.

“Ecco la serva del Signore” è la risposta di Maria a quell’annuncio “Il Signore è con te”. In Maria quell’annuncio “Il Signore è con te” si fa evento incarnato, figlio, bambino che nasce. Il Signore è con te (con voi) le nostre orecchie ascoltano ogni volta che il Vangelo ci viene annunciato in un’assemblea santa. Udiamo la stessa parola che l’angelo rivolse a Maria. Se in Maria serva quella parola divien evento incarnato, in noi quel “Il Signore è con te” (con voi) deve divenire evento che si fa azione trasformante la nostra vita, quella della comunità, dello spazio che abitiamo.

A noi essere servi nella libertà di un progetto che ci supera perché progetto divino. Non saremo noi a trasformare la nostra vita ma quello spirito che abita la nostra stessa vita nella misura in cui abiteremo la sua ombra.

Con Maria, la donna tutta bella e la Madre dei Redenti, stupiamoci di Dio che viene a noi, meravigliamoci perché nonostante le nostre pochezze e il nostro peccato Dio ci sceglie e, con Lei e da lei impariamo a dire sempre e soprattutto nei momenti in cui tutto sembra impossibile: Ecco sono la serva del Signore. E scopriremo allora che nulla è impossibile a Dio!

Ecco sono la serva del Signore!

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