Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio. (Lc 13,22-30)

Signore, sono tanti coloro che si salvano?

È la domanda che un tale chiede a Gesù. Desidera sapere il numero dei salvati, desidera sapere se la salvezza appartiene al solo popolo eletto, desidera sapere se egli rientra tra il numero dei salvati: più sono i salvati più sono le probabilità di salvezza.

E Gesù risponde alla domanda: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti cercheranno di salvarsi per altre vie ma non ci riusciranno.

E l’evangelista Giovanni scrive:
«Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9)

La porta stretta è Gesù. Lui ha attraversato i cieli riaprendoli dopo che Adamo li aveva chiusi. Li ha riaperto i cieli una prima volta facendosi debole e compagno di viaggio per ogni uomo e una seconda volta portando con se dinanzi al Padre l’uomo con cui condivide il cammino terreno.

Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché quando il padrone di casa si alzerà per il giudizio chi è rimasto fuori sentirà rispondersi al suo bussare e al suo dire: Signore, aprici!, “Non so di dove siete”.

E, non è bastato aver mangiato e bevuto in sua presenza ed aver ascoltato la sua parola per essere riconosciuti, aver aperta la porta.

È stato un mangiare sterile e un ascolto smemorato perché non cambiato il nostro comportamento, la nostra tanta ingiustizia a giustizia.

Sì, ascolteremo: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia”!

Entrare per la porta stretta è operare la giustizia e questo richiede uno sforzo, una lotta, un combattimento! Non si tratta di una lotta sociale a vantaggio del povero e contro ogni tipo di ingiustizia ma di quell’unica giustizia che richiede preghiera con ginocchia piegate e sudore fino a gocce di sangue. “Non sia fatta la mia volontà ma la tua”, così Gesù volgendosi al Padre prega dove avergli anche chiesto di allontanare da lui quel calice amaro che avrebbe bevuto sul monte della Croce.

Sforzatevi, fino all’agonia, fino alla morte di entrare per la porta stretta: la vostra volontà sia la volontà del Padre che ama tutti e fa scendere la pioggia per i buoni e per i cattivi e a tutti dona largamente libertà su libertà attendendo ciascuno sempre a braccia aperte.

La salvezza è per tutti.

Quella Croce sarà posta in al alto e al centro: faro che illumina il cammino perché tutti da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno possono venire e sedere a mensa nel regno di Dio.

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