Il granello crebbe e divenne un albero. (Lc 13,18-21)

Due piccolissime parabole per comprendere il Regno di Dio, quel Regno che ogni giorno chiediamo nella preghiera del Padre nostro.

Due paragoni: Il granello di senapa e il lievito.

Il granello di senape preso e buttato nel giardino.
Quale ricchezza può portare in sé il granello di senape? E così anche Gesù, il profeta, il predicatore, quale vantaggio poteva portare alla religiosità ipocrita degli scribi, dei farisei, degli uomini religiosi del suo tempo?
Quale vantaggio per l’uomo di oggi alla ricerca solo del piacere e della possibilità di vivere spadroneggiando su tutti e su tutto? Il granello di senape va preso ma, non custodito ed amato, gettato nel giardino. È il giardino del monte della croce, del sepolcro di Cristo.
Così Gesù e, aggiungerei, tutti i suoi discepoli, sono stati presi e gettati nel giardino.

Ecco la novità, il vangelo. In quel giardino il seme crebbe, divenne un albero. Nel buio delle tenebre Cristo risorge così come quando su tutta la terra era buio Dio abitò la terra, venne in essa e vi prese dimora. Chi vuole può abitare i rami di quell’albero.

Così può essere anche della vita del cristiano, anzi, così deve essere anche della vita del cristiano. Sperimentare che ancora oggi tutti prendono il granello di senape (quante cresime amministrate!) ma subito è gettato nel giardino.
Sperimentare quindi il martirio perché granello di senape non utile ad un mondo dove il povero è preso e gettato via (non importa dove) perché dà fastidio a coloro che siedono a mensa. Essere gettato, essere gettati ma solo per tre giorni. Poi il seme cresce, diventa un albero.
Allora diremo: O morte, dov’è la tua vittoria?

Il Regno di Dio è il lievito che una donna prese e mescolò in tre misure di farina.
Cristo è il lievito che passò (fu impastato) tra la sua gente finché tutta la pasta non fu lievitata.
Nel nascondimento il lievito opera. Non fa rumore proprio come la pioggia che scende dal cielo e bagna la terra.
Così il lievito oggi è la Parola del Vangelo che la Chiesa, la donna della parabola, prende e mescola in tre misure di farina.
Unico compito della donna: prendere e mescolare nella farina finché tutta la pasta non è lievitata.

In che modo prende e mescola? La donna ascolta, accoglie, annuncia: quando ascolta ed accoglie la chiesa prende il lievito, quando annuncia la chiesa mescola il lievito nella pasta.

E questo senza mai stancarsi, da servi della Parola, di Cristo, del Regno di Dio.

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