La vita dell’uomo non dipende da ciò che egli possiede (Lc 12,13-21)

La vita dell’uomo non dipende da ciò che egli possiede.

Così Gesù risponde a quel tale della folla che aveva chiesto a Gesù di farsi intermediario con il suo fratello: “Dì a mio fratello che divida con me l’eredità”.

E Gesù risponde: Anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai beni che possiede!

 CERTO, L’UOMO VA E VIENE COME UN’OMBRA;
CERTO, S’AFFANNA PER CHE È VANITÀ;
EGLI ACCUMULA RICCHEZZE, SENZA SAPER CHE LE RACCOGLIERÀ.
(Sal. 39,6)

Tutti somigliamo a quel tale della folla del Vangelo. Tutti accumuliamo, a volte anche con cupidigia, perché pensiamo che la nostra vita e il nostro star bene dipenda da ciò che possediamo. Ed invece ecco la parabola raccontata da Gesù con quel finale che rimuoviamo dai nostri pensieri: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?

Sì, la campagna di un uomo già ricco aveva dato un raccolto abbondante. Cosa fare? Dove conservare quel raccolto abbondante? Demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!

NEL POVERO GESÙ BUSSA AL NOSTRO CUORE E, ASSETATO. CI DOMANDA AMORE, L’OMISSIONE È IL GRANDE PECCATO NEI CONFRONTI DEI POVERI E ASSUME UN NOME PRECISO: INDIFFERENZA. (Papa Francesco)Ascoltiamo con il cuore la parabola e non con orecchie da mercante! Non ci accada di criticare quell’uomo ricco della parabola ma di compiere poi le stesse azioni. Dove conservare il raccolto abbondante? Nelle tasche del povero. La banca che non fallisce dinanzi a Dio!

Come siamo piccoli e poco avveduti. Sappiamo tutti dove far fruttare il nostro denaro e, in quella banca, investiamo il nostro superfluo, il tanto poco, mentre affidiamo tutto il resto alla ruggine e al tarlo delle banche mondane!
Invochiamo lo Spirito perché cambi la nostra preghiera presso il Maestro. Con coraggio chiediamo: Maestro, dì al mio cuore e rendilo capace di dividere la mia eredità con il mio fratello. Ed ancora: demolisci pure i tuoi magazzini ma non costruirne altri. Concludi: “Fratello mio” e non “anima mia”. Dì: Fratello mio, hai a disposizione molti beni, (i miei tanti beni) per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!

La vita la stessa notte ti verrà richiesta ma sei stato saggio: ti sei arricchito presso Dio.

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