I due saranno una carne sola. [XXVII DOMENICA T.O. – ANNO B (7 ottobre 2018)]

Lasciate che i bambini vengano a me, dice Gesù ai suoi discepoli che si indignarono con coloro che presentavano i bambini al loro maestro, Gesù. Ed ancora aggiunge: a chi è come loro appartiene il Regno di Dio. Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso.

L’evangelista Marco fa seguire la diatriba tra Gesù e i farisei con il racconto di Gesù che accoglie i piccoli e li benedice.

I farisei chiedono: Gesù se è lecito ad un uomo ripudiare la propria donna? Conoscono già la risposta, infatti la loro domanda, afferma Marco, è per mettere alla prova il Maestro. I farisei conoscono il libro della Genesi e la creazione del maschio e della femmina e della chiamata ad essere unità. Ed allora perché Mosè ha legiferato il ripudio? A causa della durezza del cuore dell’uomo Mosè ha permesso il ripudio.

Un cuore duro è capace di piegare la legge, anzi ha la forza di rendere giusta una legge ingiusta, di offuscare la bellezza e di dar luce e vita a ciò che è inganno, tenebra, bruttezza. Un cuore duro è capace di ripudio.

Un cuore tenero, invece, è capace di accogliere, perché capace di lasciare ogni certezza egoistica per abbandonarsi nelle braccia del Padre misericordioso, della sposa.

Il bambino ha un cuore tenero ed ama abbracciare ed abbracciarsi alla Madre, al Padre.

Il racconto di Genesi ci ha raccontato questo abbraccio unico, irripetibile tra l’uomo e la donna in quel primo canto d’amore che Adamo intona per la sua Eva:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà la casa del Padre e della Madre e si unirà alla sua sposa e i due diventeranno una sola carne.

I due cammineranno assieme, fianco a fianco. Infatti dal fianco di Adamo è stata tolta Eva e al fianco di Adamo Dio pose Eva.
Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Questo monito dovrebbe essere preso non solo sul serio, ma anche compreso nel suo senso più profondo, dato che il dividere è il tentativo di eliminare, negare e, in ultima istanza, fare a meno dell’uno o dell’altro fianco, dell’unica realtà umana.

Non accada anche oggi alla Chiesa, come al tempo di Mosè, di dover legiferare norme che lasciano intravvedere l’adulterio a causa del cuore duro dell’uomo o della donna, incapace di stare e di vivere quel fianco a fianco del primo uomo.

Un cuore tenero ogni sposo invochi sempre dallo Spirito, un cuore tenero ogni sposa invochi sempre dallo Spirito, un cuore tenero capace di accogliere e di meraviglia sempre nuova: i due saranno una carne sola.

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