L’ho glorificato e lo glorificherò ancora [V Domenica di Quaresima – Anno B (18 marzo 2018)]

È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato.

Così Gesù risponde a Filippo e ad Andrea che fieri avevano accolto la domanda dei greci che desideravano vedere Gesù.

Vedere Gesù, accogliere Gesù, conoscere Gesù ma… solo quando il Figlio dell’uomo sarà glorificato.

E l’ora è giunta.

Anche noi desideriamo unirci ai Greci e, ancora una volta, vedere Gesù, l’ora in cui il Figlio dell’Uomo è glorificato. La Pasqua è vicina ed è vicino a noi anche il tempo in cui, nel mistero, contempleremo e gioiremo per la glorificazione del Signore.

E Gesù ricorda a Filippo, ad Andrea, ai Greci, ricorda oggi a ciascuno di noi io cammino, tutto in salita, per la glorificazione del Figlio dell’uomo.

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore rimane solo, se invece muore, produce molto frutto.

Così Gesù sperimenterà l’essere chicco di grano che, per non rimanere da solo, dovrà morire. In questo modo Gesù ha odiato la vita che il mondo gli ha proposto, ha odiato la vita del successo mondano che Satana, in diversi modi e in diversi tempi, gli ha suggerito, per abbracciare la vita eterna.

I greci, Filippo, Andrea e noi, desideriamo vedere Gesù, desideriamo seguire Gesù ed essere suoi servi e, insieme con lui, essere servi dell’uomo, odiare la mentalità mondana e, mettersi in ginocchio dinanzi ad ogni uomo, e lavare i piedi così come Gesù ha fatto nella sua ultima cena.

Fuggire il mondo, il piacere del mondo, il potere del mondo e le sue seduzioni significa lavare i piedi dell’uomo, essere servi dell’uomo e, così, guadagnare la vita eterna facendosi chicco di grano che, caduto in terra, muore per portare frutto.

E Gesù: Padre, glorifica il tuo nome. E la voce del cielo: l’ho glorificato e lo glorificherò ancora.

Crea in me, o Dio, un cuore puro così con il salmo 50 ci siamo rivolti al Padre. Ed ancora, nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità, lavami tutto dalla mia colpa e rinnova in me uno spirito saldo.

Tutto è opera del Padre, a noi vivere il tempo della nuova alleanza, il tempo del chicco di grano, il tempo in cui la legge è scritta da Dio nel cuore dell’uomo e non su tavole di pietra, il tempo in cui il nome di Dio è Misericordia, il tempo in cui Dio chiede all’uomo solo di amarlo e di lasciarsi abbracciare.

In questo tempo, ora vicina perché vicino la memoria del mistero pasquale, con il salmo 50 chiediamo a Dio: Rendimi la gioia della tua salvezza.

Rendimi la gioia che viene dal chicco di grano che muore per portare frutto, rendimi la gioia dell’obbedienza al Padre e al suo progetto di salvezza, rendimi la gioia di vedere con i greci, Filippo ed Andrea, Gesù, la Croce gloriosa, il sepolcro vuoto e, mentre siamo attratti da Lui, alzare gli occhi verso il cielo ed assistere al giudizio di questo mondo: ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. L’ho glorificato e lo glorificherò ancora.

Ogni volta che noi, chiesa e popolo di Dio, tempio dello Spirito, Corpo del Cristo sperimentiamo la salvezza che chicco di grano il Figlio dell’uomo in noi sarà glorificato ancora e si realizzerà e si compirà quella parola: …lo glorificherò ancora.

Lasceremo che il Figlio dell’uomo sia glorificato una sola volta o faremo in modo che il Figlio dell’uomo sia glorificato ancora?

Accettiamo e sperimentiamo il suo perdono e il Figlio dell’uomo sarà glorificato ancora.

Doniamo e sperimentiamo la gioia del dare il perdono e il Figlio dell’uomo sarà glorificato ancora.

Serviamo, laviamo i piedi, amiamo con la sola forza che viene dallo Spirito ogni uomo, a noi vicino o lontano, e il Figlio dell’uomo sarà glorificato ancora.

Siamo la chiesa del chicco di grano e il Figlio dell’uomo sarà glorificato ancora.

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