Maria, Madre di Dio (01/01/2018)

Il grande giorno, l’ottava di Natale, della celebrazione – memoria dell’Incarnazione del Figlio di Dio, oggi trova il suo compimento, oggi raggiunge la sua pienezza.

E in questo ottavo giorno è prefigurata la Gerusalemme Celeste, il Giardino dell’Eden, la comunione piena dell’uomo con Dio e di Dio con l’uomo.

Ma la pienezza di questo giorno ci è data da un’altra pienezza che l’apostolo Paolo ricorda ai Galati e a noi:
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.

La pienezza dell’ottavo giorno rimanda alla pienezza del primo giorno e il tempo che è racchiuso tra queste due pienezze è il kairos dove l’uomo impara a stare con Dio e Dio e impara a stare con l’uomo.

E in questo Ottavo giorno la chiesa ci dona di celebrare la solennità della Theotokos, di Maria, la Vergine tutta bella, la Madre di Dio.

Sì, quel bambino che Maria ha donato ai pastori nella notte Santa è l’Emmanuele, il Dio con noi, che ha un nome: Gesù, Dio salva.

L’utero della Vergine è gravido di Dio e Dio stesso da corpo al corpo per abitare il giardino del corpo, dargli sapore e sapienza facendosi mani, piedi, occhi. (Lidia Maggi)

È il dono per eccellenza da Dio all’umanità per questo primo giorno dell’anno civile.

E l’evangelista Luca ancora oggi racconta dei pastori che andarono senza indugio e trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino adagiato nella mangiatoia.

Ecco due atteggiamenti: i pastori raccontano, glorificano e lodano Dio per quanto era stato detto loro;
Maria, invece, da parte sua, custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore .

Questi due atteggiamenti, quello dei pastori e di Maria, e il dono per eccellenza di Dio all’umanità, in questo ottavo giorno di Natale, che è anche il primo giorno del nuovo anno civile, facciamo lì i nostri.

All’augurio che ci giunge dal libro dei numeri:
Ti benedica il Signore e ti custodisca,
il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia Grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace,

aggiungiamo l’augurio per una capacità di raccontare, insieme ai pastori, ogni giorno del nuovo anno, nella nostra vita quotidiana, quanto è avvenuto nella notte Santa, nel Natale del Signore: raccontare il dono per eccellenza.
Ma, mentre raccontiamo, imitiamo Maria e custodiamo ogni cosa meditandola con il nostro cuore.

Raccontare, meditare, custodire nel cuore quella grotta piena e quel sepolcro vuoto ci aiuterà, giorno dopo giorno, a camminare con occhi puntati al cielo, illuminati dalla luce divina, dalla Misericordia che vince ogni nostra piccolezza, ogni nostro peccato, anche se è di colore scarlatto.

Fermiamo i nostri passi dinanzi la mangiatoia, ai piedi della Croce e guardiamo la grotta, il sepolcro vuoto:
• tutto parla del Padre che ama l’uomo, tutto parla del Padre che ha posto la sua fiducia in Cristo nell’uomo,
• tutto parla dell’uomo che ama il Padre, tutto parla dell’uomo in Cristo che ogni giorno nello Spirito pone la sua fiducia nel Padre.

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