Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando! [XX T.O. – A]

Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Uniamoci alla donna cananea, alla straniera e gridiamo con lei al Signore. Pietà di me!
Ciascuno adesso chiuda la porta della sua stanza ed aggiunga la motivazione, le motivazioni che lo spingono a gridare forte: Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Come gli stranieri del profeta Isaia, come la donna cananea, aderiamo al Signore per servirlo, per amare il suo nome. Lasciamoci condurre sul monte della Santa Eucaristia, in questo giorno del Signore, per essere colmati di gioia nella sua casa di preghiera.
Popoli tutti lodate il Signore.
“La cananea, donna straniera, come tanti stranieri che oggi incontriamo sulle nostre strade,” La cananea, donna straniera, come tanti stranieri che oggi incontriamo sulle nostre strade, va incontro a Gesù, implora da lui la guarigione della figlia. Lei donna straniera, non appartenente al popolo eletto, è una pagana, lontana da Dio ma va a Gesù e lo chiama figlio di Davide.
Alla richiesta della donna: Mia figlia è molto tormentata da un demonio, Gesù non risponde, anzi non le rivolge neppure una parola. Sì, lui è venuto per i figli del popolo eletto, per le pecore perdute della casa d’Israele.
Ma ecco i discepoli di Gesù, gli si avvicinano e anche loro lo implorano: Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!
Ai discepoli interessa il silenzio di quella donna che mette, forse, a disagio le loro coscienze. Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!
Una donna cananea, dei discepoli e Gesù!
Una prima riflessione in questo tempo di ferie per tanti ricchi e benestanti ma anche di elemosina per tanti poveri, stranieri, mamme e papà, oserei dire abitanti della cananea, che affollano le nostre città e riempiono le nostre strade e, proprio come la donna cananea, si fanno tutti vicino al Signore, a quel luogo sacro che è la chiesa della messa domenicale ma, a differenza della donna cananea, non hanno più voce per gridare, non hanno più occhi da alzare, sono un tutt’uno con ciò che viene calpestato.
Tutti vicini al Signore, tutti prossimi della chiesa ma, mentre alcuni affollano i banchi della chiesa altri rimangono fuori, tendono la mano a coloro che entrano, a coloro che escono. Sono seduti anche loro ma su un gradino. Questi non hanno più la forza di gridare, alzano la mano e attendono l’elemosina.
Gli Apostoli vedendo la cananea gridare implorano Gesù di esaudirla perche va dietro loro.
E noi? Vedendo questi poveri, queste donne cananee, cosa facciamo? Gridiamo a Gesù di esaudirli oppure rimaniamo nel silenzio, li invitiamo ad allontanarsi o, ancor peggio, imitiamo quel sacerdote e quel levita della parabola del buon samaritano?
“Sono questi le donne cananee che oggi gridano, non più al figlio di Davide ma al Signore” Sono questi le donne cananee che oggi gridano, non più al figlio di Davide ma al Signore di essere aiutati! E, forse, recandoci un po’ di fastidio, chiedono a noi di gridare con loro al Signore, di implorare per loro dal Signore la salvezza.
Sono queste le donne cananee alle quali, come membra del corpo del Signore, dobbiamo farci vicini, come buon samaritani e portale vicino al Signore e chiedere, in quella Eucaristia che sarà vera solo se celebrata con loro, per loro e in loro: Signore, aiutali!
Aiutali! Non perché ci danno fastidio e mettono in crisi, a volte e sempre meno, le nostre coscienze, ma perché loro, come quella donna cananea, attendono solo le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Aiutali, perché la loro fede è grande e ti ringraziano Signore per le briciole che cadono dalla tua tavola imbandita per fare Eucaristia!
Gesù alla fine loda ed esalta la fede grande della donna e, questa fede permette a Gesù di dire: Avvenga per te come desideri!
Una seconda riflessione. Impariamo dalla donna la vera fede. Una fede che permette alla donna di lasciare Tiro e Sidone, una fede che permette alla donna di farsi vicino a Gesù, di gridare forte, di sopportare il silenzio stesso di Gesù, di attendere solo alle briciole. Questa fede è lodata! Questa fede ottiene quanto chiede!
Abbiamo lasciato la nostra Tiro e Sidone? Ci siamo messi in cammino tale da riconoscere il Figlio di Davide come il Signore? Abbiamo gridato ed abbiamo sopportato il silenzio del Signore? Ci siamo nutriti delle briciole della tavola del padrone?
“Ed ancora come gli apostoli abbiamo fatto nostro il grido della cananea, del povero e lo abbiamo portato all’altare?”  Ed ancora come gli apostoli abbiamo fatto nostro il grido della cananea, del povero e lo abbiamo portato all’altare? Ma come possiamo fare nostro il grido della cananea e del povero se noi stiamo seduti su comodi banchi e loro rimangono fuori?
Ascoltiamo ancora il profeta Isaia:
Osservate il diritto praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi.
Invochiamo lo Spirito perché ci dia di praticare il diritto e la giustizia, ci dia di partecipare alla santa Eucaristia con occhi nuovi che ci permettono di vedere la cananea, cuore puro che ci permetta di amare la cananea, voce forte che ci permetta di far eco a quel grido: Signore aiutami! Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!

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