VI DOMENICA DI PASQUA

Se mi amate, così Gesù si rivolge ai suoi discepoli, se mi amate, e così oggi si rivolge a ciascuno di noi, se mi amate.

A mare Gesù è una scelta dei discepoli, amare Gesù è una nostra scelta, se, cioè se decidi di amarmi, se decidi che io meriti di essere amato. Ancora una volta Gesù, prima di chiedere, anzi prima di donare bussa alla porta del nostro cuore, non fa violenza ed attende non tanto una risposta con la parola ma un atteggiamento, uno stile di vita. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Amare Gesù equivale osservare i suoi comandamenti, amare Gesù significa mettersi alla sua sequela, amare Gesù significa imitarne lo stile di vita.

“Osservare i suoi comandamenti è certezza del nostro amore a Gesù. Ma quali sono i suoi comandamenti?” Osservare i suoi comandamenti è certezza del nostro amore a Gesù. Ma quali sono i suoi comandamenti? Perché Gesù chiede ai suoi discepoli di osservare i suoi comandamenti e non tanto la legge di Mosè, i comandamenti di Mosè. Perché l’amore libera dalla legge, da una legge che è osservanza sterile delle norme che mai ti permetterà di incontrare l’altro, l’altra, di guardarlo e di lasciarsi guardare negli occhi.

“…un amore che è un protendere a Dio abbracciando l’uomo che vive la tua stessa storia, che viaggia con te e accanto a te.” Se mi amate, osserverete i miei comandamenti, osserverete il comandamento unico dell’amore, un amore che è un protendere a Dio abbracciando l’uomo che vive la tua stessa storia, che viaggia con te e accanto a te.
Gesù libera l’uomo allora da un’osservanza sterile della legge, da una legge che, forse ti fa sentire tranquillo perché i tuoi comportamenti sono quelli prescritti, ma questa stessa legge non ti permette di conoscere e di fare esperienza dell’amore, non ti permette di conoscere e di adorare Cristo, così come ci ha esortati Pietro nella sua lettera, di adorare Cristo nei nostri cuori.
Gesù libera e chiede a ciascuno di essere protagonista, di scegliere, di decidersi. Oserei quasi affermare che Gesù non ti condanna se decidi diversamente, se decidi di non amarlo, se decidi di non essere tra i suoi discepoli, ma se decidiamo di amarlo allora siamo chiamati a lasciare il monte di Mosè e raggiungere in fretta il monte delle beatitudini, il monte del povero, il monte che ci rende tutti bisognosi di quella croce che ha permesso a Dio di raggiungere l’uomo in tutta la sua profondità e all’uomo di raggiungere Dio nella sua intimità più profonda.

“Raggiungere il monte delle beatitudini, vivere il comandamento dell’amore, amare Dio ed amare il prossimo,” Raggiungere il monte delle beatitudini, vivere il comandamento dell’amore, amare Dio ed amare il prossimo, anzi amare il prossimo per amare Dio, il Padre, richiede un dono che solo colui che ci chiede di amarlo può ottenerci e donarci: io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo spirito della Verità.
Sul monte delle beatitudini, sul monte della croce a noi viene donata una legge, non più una legge scritta su pietra, ma ci è donato lo Spirito della verità, ci è donato l’altro paraclito perché rimanga per sempre con noi.
Non siamo più soli nel cammino, non siamo più soli nella comprensione della verità perché se abbiamo deciso di amare Lui, Gesù, se abbiamo deciso di salire il monte delle beatitudini, se abbiamo deciso di abbracciare l’uomo allora, colui che prima ci ha chiesto di scegliere se amarlo o meno adesso, senza chiedercelo ci dona, anzi ci ottiene dal padre lo Spirito, il Paraclito, lo Spirito della Verità. Il mondo non lo conosce, non lo può ricevere, non lo vede perché ancora schiavo del suo io e di un cuore egoista e chiuso al fratello.

“Ama Gesù, segui i suoi comandamenti, raggiungilo sul monte delle beatitudini,” Ama Gesù, segui i suoi comandamenti, raggiungilo sul monte delle beatitudini, sul monte della croce è non sarai più solo, non sarai orfano perché lui viene a te e ti dona di gustare quanto è bello essere con Gesù, non perché tu sei in Lui ma perché Lui è in te e tu con lui sei nel Padre.
Che sia questa l’esperienza della chiesa, di ogni comunità, di ogni famiglia cristiana, in questo tempo pasquale, tempo dello Spirito, tempo del nostro andare all’amore.

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