V DOMENICA DI QUARESIMA

Nel nostro cammino verso la Pasqua siamo condotti oggi dinanzi ad un sepolcro, quello di Lazzaro, il fratello di Marta e Maria, morto già da quattro giorni. E giungiamo in questo luogo dopo esserci dissetati al pozzo di Giacobbe con la Samaritana ed esserci lavati gli occhi alla piscina di Siloe: con grande fede in colui che ha detto alla samaritana tutto ciò che aveva fatto e restituita la vista al cieco nato.
Qui, con le sorelle di Lazzaro, desideriamo che la parola del profeta Ezechiele diventi realtà per ciascuno di noi e giungere alla Pasqua del Signore con la certezza che come Cristo è risorto dai morti, anche noi vivremo in eterno e la morte non ha più potere su di noi, già da ora, perché oggi, le nostre orecchie ascolteranno Gesù: Togliete la pietra. Lazzaro vieni fuori!
“Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.”Per bocca del profeta profeta Ezechièle, Dio, YHWH, IO SONO, si è compromesso: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò».
Nel villaggio di Marta e Maria i nostri occhi lavati alla piscina di Siloe possono vedere realizzata la parola di Ezechiele: così Gesù alla notizia di Lazzaro malato dice: Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato.
E quando Gesù giunge al villaggio di Marta e Maria Lazzaro già da quattro giorni era nel sepolcro, dinanzi al quale era stata posta una pietra. La tomba è chiusa e lo spirito non abita più il corpo di Lazzaro perché ormai erano passati tre giorni.
La morte si è impossessata di Lazzaro, ha legato le sue mani e i suoi piedi e lo ha reso immobile, incapace di muoversi, di camminare. In quel Lazzaro, in quel sepolcro chiuso dalla pietra e senza la presenza dello Spirito, ci siamo noi ogni volta che ci lasciamo dominare dalla carne, così come l’apostolo Paolo ricorda alla comunità di Roma. Il peccato, opera di Satana in noi, ci chiude nel sepolcro, lega le nostre mani e i nostri piedi, ci immobilizza rendendoci incapaci di camminare, di contemplare il volto di Gesù trasfigurato. Incapaci di amare perché le nostre mani legate non ci permettono di abbracciare il fratello, incapaci di fatica, di condivisione perché i nostri piedi legati non ci permettono di correre e di stare accanto al fratello. È l’esperienza del nostro vivere quotidiano: un peccato che allontana sempre più chi abita lo stesso spazio ed avvicina nell’illusione i lontani. Mani e piedi legati e volto bendato non permettono più allo sposo di abbracciare la propria sposa e viceversa, al padre o alla madre di abbracciare il proprio figlio, la propria figlia e viceversa, di abbracciare l’amico o l’amica, il compagno di lavoro, colui che abita lo stesso condominio, il povero che bussa alla tua porta, quel bambino che ti porge la sua mano o quel vecchietto che aspetta la visita del figlio, della figlia, dell’amico.
Mani e piedi legati, volto bendato, l’assenza dello Spirito è la condizione della morte che lascia solo spazio per la costruzione di una società fredda, priva del calore di un cuore che batte ed illusa da una felicità frutto della tecnologia.
Abbiamo tutti bisogno di uscire da questo sepolcro, abbiamo tutti bisogno di qualcuno di vedere la luce oltre quella pietra posta nel sepolcro, abbiamo tutti bisogno dello Spirito che dà vita al nostro esistere!
Il tempo della quaresima che stiamo vivendo è il tempo in cui Gesù si fa vicino a noi, entra nel nostro villaggio, dopo quattro giorni, dopo che la carne e il peccato sembrano essere vittoriosi.
“Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà.”Ed allora imitiamo in questo tempo Marta e con lei, appena udiamo che viene Gesù, andiamogli incontro. Diciamo con fede a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». E con Marta corriamo ancora a chiamare Maria ed annunciamole: Il Maestro è qui e ti chiama. E Maria si alza subito e anche lei va da Gesù.
Quanto movimento attorno a Gesù che si fa vicino. E nella nostra quaresima, nel nostro sperimentare Gesù che si fa vicino quanto movimento? Forse stiamo lasciando passare Gesù rimanendo immobili. Ma oggi desideriamo con Marta correre da Gesù ed annunciare a Maria e ad ogni abitante del villaggio: Gesù è qui. Desideriamo alzarci con Maria e dietro a Marta raggiungere Gesù ed ascoltare quelle parole: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo? È la domanda che Gesù pone a ciascuno di noi prima che lui stesso si pone in cammino con noi, verso il sepolcro di Lazzaro, l’amico da quattro giorni vive nella morte. E alla domanda di Gesù, credi questo? Con Marta diremo: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”.
Gesù si commuove alla presenza del sepolcro di Lazzaro. Gesù si commuove al pianto di Maria e di Marta. Ed ecco riascolta Ezechiele: Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò.
In Gesù, nel tempo della quaresima, Dio apre le nostre tombe e ci permette di uscire dai nostri sepolcri. In Gesù, il Padre ci dona con abbondanza lo Spirito.
Togliete la pietra.
Dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito ed allora togliete la pietra. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Lazzaro vieni fuori e il morto uscì e Gesù ordinò: Liberàtelo e lasciàtelo andare.
Nessuna parola sulla bocca di Lazzaro. Nessuna parola da parte di Marta alla vista di Lazzaro venire fuori dal sepolcro. Solo un commento da parte dell’evangelista: Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Ma se tutto sembra avere fine quel comando liberatelo e lasciatelo andare dà inizio ad un nuovo cammino: così il profeta Ezechiele: o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Lasciamoci liberare dal peccato in questo tempo di quaresima in cui Gesù si fa vicino a noi, e come popolo andiamo, camminiamo, lasciamoci ricondurre nella terra d’Israele, camminiamo e lasciamoci condurre dallo Spirito alla contemplazione del volto glorioso del risorto: la Pasqua di Cristo, la nostra Pasqua, l’abbraccio eterno con il Padre misericordioso.

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